marziulella 的个人资料(¯`·._.•°o.OAngeli Custo...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


12月31日

LE LACRIME DI UN ANGELO

Image Hosted by ImageShack.us

LE LACRIME DI UN ANGELO

UN AIUTO COSTANTE

Anche nel difficile campo dell'obbedienza Gemma è stata aiutata dagli angeli.

Lo stato mistico particolare, per il quale veniva chiamata a una vocazione tutta speciale nella Chiesa, non poteva non esigere un'obbedienza pronta, libera e cordiale verso le persone costituite in autorità, autorità che esercitavano nei suoi confronti.

Pure in questo, anzi, soprattutto nel campo dell'obbedienza, Gemma è stata vera figlia della Passione e partecipe in pieno dell'obbedienza del Crocifisso, della sua kenosis (cfr. Fil 2,8), con un'agonia dello spirito durata fino alla fine.

La Vergine Maria, la «Mamma sua», come usava chiamarla, richiama continuamente Gemma a una vita e a uno stile di obbedienza. La Madonna la educa alla scuola del sacrificio. Soprattutto nell'abbandono alla volontà di Dio, senza tener conto dei dubbi degli altri. Gemma racconta che, nel dire di sì alla Madonna, una mattina, le vennero le lacrime agli occhi: «Le lacrime venivano da loro, io non le volevo». E la Vergine abbracciandola le disse: «Non sai che dopo il sacrificio della croce i sacrifici tuoi ti devono aprire le porte del cielo? »

PURO AMORE OBLATIVO

Anche l'angelo custode è stato educatore di Gemma nell'obbedienza eroica.

S. Bulgakov ha scritto una pagina estremamente suggestiva, da leggere con molta attenzione, sulla kenosis dell'angelo custode nei nostri confronti, sul suo amore sacrificale, che esercita senza perdere nulla della sua beatitudine e dell'attenzione a Dio e alla sua gloria. Questo testo è illuminante per comprendere il motivo di tanti richiami, anche molto duri, dell'angelo custode di Gemma e della sua diuturna affezione e cura verso la giovane mistica:

« Questo amore [l'amore sacrificale] implica una rinuncia alla beatitudine celeste in vista dell'unione con la vita e il destino della natura corporea, grossolana, carnale. Si attua, nello spirito incorporeo, uno svuotamento metafisico, un abbassamento ontologico per unirsi con amore alla vita di un essere di carne. Questa kenosis ha come somiglianza (e fondamento) quella di Dio, il Verbo incarnato, che si è impoverito per noi divenendo uomo. Alla sequela di lui e insieme a lui, senza tuttavia umanizzarsi, l'essere angelico diviene coumano, s'unisce all'umanità attraverso i legami dell'amore».

Qualche affermazione può sembrare paradossale. In effetti non sembra necessario lo «svuotamento metafisico» e F« abbassamento ontologico» nell'angelo, per dargli la possibilità di amare «un essere di carne». È invece molto convincente l'analogia della kenosis dell'angelo, che «illumina, custodisce, regge e governa» l'uomo, con la kenosis del Verbo incarnato. Ogni servizio implica un « impoverimento » di sé, una perdita, per arricchire l'altro. E quello dell'angelo custode è davvero puro amore oblativo che non chiede nulla per sé, ma tutto riferisce al proprio assistito e alla «pietà celeste » che glielo ha affidato.

«TUTTO EFFETTO DELL'OBBEDIENZA»

Ecco un saggio di quanto Gemma apprezzasse l'obbedienza nella lettera del 3 marzo 1901 a padre Germano. Si tratta di una lettera molto importante, che raggiunge padre Germano in un momento molto delicato dei rapporti tra la santa e il confessore abituale, monsignor Volpi:

«Babbo mio, accanto a Gesù nel mio povero cuore, che consolazione si prova, babbo mio, nel fare sempre l'obbedienza! Mi trovo così calma, che non so spiegarmi, e questo mi avvedo che è tutto effetto dell'obbedienza. Ma a chi devo ogni cosa? Al povero babbo mio. Grazie infinite di avermi insegnate tante cose, dati tanti consigli, e liberata ancora da molti pericoli! Coll'aiuto di Gesù voglio ogni cosa sua mettere in pratica, affinché Gesù sia contento, e Lei non abbia mai occasione di arrabbiarsi. Viva Gesù! Ma Lei, babbo mio, conosce a fondo la mia fragilità; è anche la mia testa tanto dura; e però se qualche volta ricado nelle solite mancanze, non s'inquieterà, è vero? Chiederò perdono a Gesù, e farò di nuovo proponimento di non farlo più ».

Pur avendo un carattere molto forte e portato all'indipendenza di giudizio, Gemma è stata sempre docilissima nei confronti dei familiari e dei superiori, specialmente verso coloro che la dirigevano sulle vie dello spirito. Monsignor Volpi l'aveva autorizzata a emettere il voto privato di obbedienza, insieme a quello di castità già dal 1896, e questo voto in Gemma non è stato mai un semplice gesto di devozione.

« QUEL BENEDETTO ANGELO SUO... »

Quando si profilò, fino a cronicizzarsi, il doloroso conflitto di valutazione tra monsignor Volpi e padre Germano a proposito dello stato mistico di Gemma, la dilacerazione interiore della ragazza fu fortissima. Il dubbio e soprattutto la sfiducia in se stessa e nelle sue guide spirituali potevano aprire il varco a una reazione di rigetto incontrollabile e fatale della vocazione e missione alla quale era stata chiamata con segni mistici straordinari inequivocabili. E questa era la conclusione alla quale «Chiappino» voleva far giungere «la povera Gemma».

L'epistolario della santa trabocca di riferimenti a questo conflitto che divenne particolarmente acuto nel 1901 e che non conobbe tregua fino alla fine. In questa sede non possiamo ricostruirne tutti i passaggi.

Con una forma di buonumore tutta particolare, che risulta ben evidente dalle lettere, Gemma fa coraggio innanzi tutto a se stessa e al suo direttore lontano per quello che le

sta succedendo. È un sottile umorismo che attesta il profondo equilibrio interiore della giovane.

In questa situazione aspra, rischiosa e tanto prolungata nel tempo, il ministero angelico svolge la sua parte in modo davvero stupendo. L'angelo custode di Gemma ma soprattutto quello di padre Germano, autentico alter ego del padre lontano, intervengono come strumenti provvidenziali per sostenere la ragazza nella bufera.

Nella già citata lettera del 3 marzo 1901, Gemma spiega a padre Germano che le è apparso il suo angelo, ma lei ha fatto resistenza, proprio per obbedire agli ordini ricevuti:

«Sa, babbo mio? Venerdì sera quel benedetto angelo suo mi fece inquietare: io non ce lo volevo per niente, e lui volle dirmi tante cose. Mi disse appena venne: "Dio ti benedica, o anima affidata alla mia custodia". S'immagini, babbo mio, io gli risposi così: "Angelo santo, state a sentire: non vi sporcate le mani con me; andate via, andate da qualche altra anima, che sappia far conto dei doni di Dio: io non so fare". Insomma mi feci capire; ma lui mi rispondeva: "O di che temi?". "Di disobbedire", risposi. "No, ché mi manda il babbo tuo". Allora lasciai dire, ma io lo disprezzavo. "Tu temi, perché credi di sciupare i grandi doni che Dio ti ha fatto? Ma non temere. Questa grazia la chiederò io a Gesù per te; basta che tu mi prometta di corrispondere a tutti gli aiuti che ti darà il babbo tuo. E poi, figlia, non aver tanta paura del patire". Io gli feci una bella promessa, ma... Mi benedi più volte, gridando forte: "Viva Gesù!" ».

Gemma spiega al direttore lontano che lei ha cercato di obbedire. La preoccupazione maggiore è che Gemma rischi di sciupare i doni ricevuti, in altre parole, di perdersi e di confondersi. L'angelo le raccomanda di non aver paura di patire soprattutto (è implicito ma evidente) per vivere l'obbedienza nella situazione concreta in cui si trovava.

E poi, con la solita bonomia mescolata alla sua tipica ingenuità, Gemma si scusa se gli scrive «tutte queste sciocchezze ». Ma, se Germano non vuole inquietarsi - anticipa -, neanche mandi più l'angelo a farle «belle predichine»:

« Mi pare già di vederlo inquietato, perché ho scritto tutte queste sciocchezze, ma mi perdoni: l'angelo non lo ascolterò più, e Lei non lo mandi più allora. Poi l'angelo mi diceva serio serio: "O figlia, quanto era più perfetta l'obbedienza di Gesù da quella tua! Vedi: egli obbedì sempre con prontezza e volentieri, e tu invece le cose te le fai dire tre o quattro volte. Questa non è l'obbedienza che ti ha insegnata Gesù! A obbedire in questo modo non hai nessun merito. Vuoi un aiuto per far l'obbedienza con merito e con perfezione? Falla sempre per amor di Gesù". Mi fece una bella predichina, poi se ne andò via.

«Che paura che ho che Lei s'inquieti, ma io mi davo da fare a dire: "Non vi sporcate le mani", ma lui allora ripeteva: "Viva Gesù!". Viva dunque Gesù! Viva Gesù solo ».

Ed ecco che Gemma, alla conclusione, riconferma la motivazione profonda della sua vita; ribadisce la sua fedeltà allo Sposo crocifisso; vuole essere obbediente come lui. Ha imparato dall'angelo la lezione in questa situazione non idilliaca, e per questo grida con lui: « Viva Gesù solo ».

«AVEVA GROSSE LACRIME AGLI OCCHI... »

A pochi giorni di distanza, Gemma scrive di nuovo a padre Germano. L'angelo di questi le ha presentato la croce, animandola a portarla con amore. Piange perfino con lei. Gemma soffre molto per quanto sta accadendo fra le persone che ama con amore filiale, giunge a farsene una colpa.

« Oggi stesso prima di mettermi a scrivere questa lettera ho veduto, mi è parso, l'angelo suo custode; l'aveva mandato forse Lei? Quasi piangendo mi ha detto: "Figlia, figlia mia, tu eri poco fa circondata da rose, ma non t'avvedi che ora ognuna di quelle rose spunta fuori delle spine pungenti al tuo cuore? Fino ad ora tu hai gustato il dolce che è intorno alla tua vita, ma ricordati che in fondo vi è del fiele. Vedi", soggiungeva, "questa croce? È la croce che ti presenta il babbo tuo: è un libro questa croce, che ogni giorno leggerai. Promettimi, figlia, promettimi che questa croce la porterai con amore, e l'avrai cara più di tutte le gioie del mondo" ».

Naturalmente Gemma promette quanto l'angelo le chiede e si associa alle sue lacrime. Gemma teme per i suoi peccati e per il rischio di perdersi. Ma di fronte all'angelo si riaccende la fiamma del desiderio per il paradiso, dove è sicura che tutti i conflitti spariranno nella viva fiamma dell'unico amore.

«Gli ho tutto promesso, e con mano tremante ho abbracciato la croce. Mentre l'angelo così mi parlava, aveva grosse lacrime agli occhi, e più volte me l'ha fatte venire anche a me; e mi guardava con tanta attenzione, che sembrava volesse indagare i segreti nascondigli del mio cuore e rimproverarmi. Sì, aveva ben ragione di rimproverarmi: ogni giorno vado di male in peggio, a peccati aggiungo peccati, e forse mi perderò. Viva Gesù! Vorrei che altri non fossero afflitti per cagione mia, e invece sono a tutti occasione di dispiacere. Ma non vorrei, no, non vorrei; io godo soltanto quando [la zia] è vicina a me che soffro; Gesù allora mi riempie di felicità. Venerdì sera poco mancò che non morissi.

Preghi molto Gesù che presto mi porti in paradiso; mi ha promesso l'angelo che, quando sono buona, mi ci porta subito: ora io mi ci vo' mettere, e così ci vado presto ».

E la lettera si chiude con un grido di dolore che non poteva non scuotere il padre lontano. Monsignor Volpi infatti, come sappiamo, aveva messo alla prova anche la veridicità delle lettere spedite dall'angelo e la prova non era riuscita, con la conseguenza di un giudizio negativo sulla povera Gemma e sulla linea ascetica adottata da padre Germano.

« Babbo mio, preghi tanto tanto, e poi scriva, risponda, specialmente a questa zia. Vedesse, babbo mio, che burrasca ha nel cuore, non so il perché. Ma, e so tutto che cosa è e di che dubita, forse della lettera? Ma se Gesù non vuole, che ci ho a fare io? Soffro tanto, babbo mio, non mica per quei colpetti che mi dà Gesù, ma per altre cose; non per me, soffro per gli altri. Io non voglio più stare in nessun posto: a stare nel mondo mi affligge troppo il dolore di vedere offendere tanto Gesù; le offese mie sempre nuove: è troppo dolore, babbo mio. In paradiso, in paradiso! E presto. Venerdì poco mancò che non ci andassi, o bene! Babbo mio, lo prego: preghi tanto Gesù e poi risponda; qualunque cosa sia di me, io sono contenta. Gesù è quello che mi sostiene. Viva Gesù! »

Padre Germano, in effetti, risponde a Cecilia Giannini, e in modo molto esplicito: «Riguardo alla lettera non voluta prendere dall'angelo, io stesso scrissi a Monsignore che quella prova che egli intendeva fare, non era secondo Dio, e però la smettesse. Quando il Signore ha dato sufficienti prove per accreditare il suo intervento, il dubitare e cercare nuovi argomenti è un affronto che gli si fa. La curiosità bisogna metterla da banda. Ed ecco perché la lettera non fu presa dall'angelo ».

L'esperimento epistolare richiesto dal Volpi non sembrava opportuno e neppure necessario. Germano si limita a parlare di "curiosità", ma la prova sembrava toccare in modo diretto una delle parti in causa, cioè lui stesso, la sua autorevolezza e la sua credibilità. Voleva essere una convalida del metodo ascetico adottato dal Passionista o l'intento, sia pure inconscio, di una sua squalifica? Forse da qui il silenzio del segno dell'angelo «portalettere».

«Curiosare» nelle cose di Dio non solo è superfluo e controproducente: è anche rischioso.

« IO SARÒ TUA GUIDA SICURA »

Gemma, comunque, conosce soprattutto gli abbandoni dell'obbedienza e gode per essa una profonda pace dell'anima.

Sempre padre Germano ci racconta un episodio delizioso: «Quando era in letto la sera, benché attorniata da più persone a parlare tra di loro, se l'anzidetta signora le diceva: "Gemma, hai bisogno di riposarti, dormi", subito chiudeva gli occhi e ponevasi a dormire saporitamente. Io stesso volli farne la prova una volta e, trovandomi in quella casa presso il letto di lei inferma, con altri familiari, le dissi: "Prendetevi la mia benedizione, dormite, e noi ci ritireremo". Non avevo finito di proferire il comando, che Gemma, voltatasi dall'altra parte, era in profondo sonno. Allora mi posi in ginocchio e, alzando commosso gli occhi al cielo, volli fare un precetto mentale, che si destasse. Mirabil cosa! Come se fosse stata disturbata da voce articolata e sonora, si sveglia e, al suo solito, sorride. Io la rimprovero: "Ma così si fa l'ubbidienza? Vi ho detto di dormire". Ed essa tutta umile: "Non s'inquieti, padre: mi son sentita picchiare sulla spalla, ed una voce forte mi ha gridato: Su, che il padre ti chiama". Era il suo angelo custode che le vegliava d'accanto».

Sembra un episodio da fioretti. In parte lo è. È soprattutto estremamente significativo per due aspetti. Nel primo, e più in evidenza, vi risulta la perfetta obbedienza di Gem-

ma anche nelle cose più minute e banali. In effetti, si può dormire a comando? Per il secondo aspetto, che riguarda l'angelo custode, balza con chiarezza la quasi impossibilità morale, per la mistica lucchese, di distinguere tra le voci di questo mondo e le voci celesti, tanto la barriera tra le due era stata abbattuta, non certo per una sua fantasia. È l'angelo che la sveglia, al precetto mentale formulato da padre Germano, picchiandole sulla spalla e gridando con voce forte. Che l'angelo vegliasse accanto a Gemma già lo sapevamo.

Sempre Bulgakovll annota che l'angelo ama colui che gli è affiancato con amore personale e vivo, stabilendo un rapporto di amicizia tipicamente interpersonale, con una profondità che oltrepassa l'amore umano per la sua pienezza e assolutezza. Egli vive con l'essere umano, condivide il suo destino, ricerca la sua corrispondenza nell'amore. Questo determina tutta l'azione dell'angelo verso l'essere umano, con attenzione e inquietudine, con gioia e con tristezza.

L'obbedienza, in Gemma, richiese un duplice sforzo per giungere alla perfezione. Già da bambina fu « costretta a rispondere di sì » alle voci celesti; in secondo luogo, la mistica lucchese fu totalmente obbediente a chi aveva nei suoi confronti il carisma del discernimento e le traduceva, nell'opacità del contingente, i segni interiori. Con l'aiuto degli angeli, Gemma ha cantato vittoria (cfr. Pr 21,28).

« Solo se ci liberiamo dagli allettamenti del male », ha scritto Gregorio di Nissa, «e se fissiamo la nostra mente verso le mete più alte, lasciando ogni atto cattivo e mettendoci davanti come uno specchio la speranza dei beni eterni, potremo riflettere nella limpidezza della nostra anima l'immagine delle cose celesti e sentiremo vicino l'aiuto di un fratello. L'uomo infatti, considerando la parte spirituale e razionale del suo essere, è come un fratello dell'angelo mandato ad assisterci quando stiamo per avvicinarci al faraone ».

Gemma era straordinariamente affascinata dall'angelo, soprattutto perché le insegnava senza posa l'umiltà". Gemma vedeva bene che non si trattava solo di un insegnamento teorico. La presenza stessa dell'angelo, i suoi atti in riferimento all'Infinito Dio e alla sua assistita erano per la giovane un costante richiamo alla kenosis, all'umile e docile assenso al volere di Dio. L'angelo per Gemma è stato uno straordinario modello di comportamento. Alla dichiarazione di amore della mistica, questa fu la risposta dell'angelo: « Sì, io sarò tua guida sicura; sarò il tuo compagno indissolubile ».

GLI ANGELI NELLA CATACHESI DI PAOLO GIOVANNI II

Image Hosted by ImageShack.us

Riflesso della Divina Misericordia

Stiamo celebrando la Santa Messa in onore degli angeli custodi e ci troviamo in un contesto particolarmente indicato per far festa con questi nostri compagni celesti. (..) È nella luce dell'Amore misericordioso di Dio che comprendiamo anche la creazione angelica. Il termine "custode'; infatti, è l'espressione di quella "custodia" che l'amore di Dio offre a ciascun uomo. In questo senso gli angeli sono creati per diventare portatori della misericordia di Dio, intesa come sollecitudine paterna e affettuosa del nostro Dio verso tutta la creazione e, in modo particolare, verso l'uomo, diventato ancor più bisognoso di cure dopo il peccato originale. In quanto custodi, gli angeli sono intercessori presso Dio, come ci rivela il libro di Tobia (Tb 3,17), presentando a Lui suppliche in nostro favore. Sono particolarmente lieto di trovarmi oggi in mezzo a voi perché mi offrite l'occasione per sottolineare che il Grande Giubileo, annuncio della Misericordia del Padre per tutte le creature, deve attirare la nostra attenzione sul ministero angelico. Infatti, come potremo partecipare pienamente all 'amore misericordioso di Dio, che ci viene dispensato in primo luogo sacramentalmente dalla Chiesa di Cristo, senza unirci consapevolmente e nell 'amore ai santi e agli angeli del Cielo? L'Anno Santo è l'occasione per entrare nella straordinaria comunione di spirito con gli angeli custodi, per essere rialzati quando inciampiamo e cadiamo, per essere consolati quando siamo tristi, per essere fortificati nel combattimento spirituale, per confidare in Gesù misericordioso. il Signore nel Vangelo, a proposito della conversione di un peccatore, ci dice che "c 'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte" (Lc 15,10). Questo c ifa pensare che i nostri angeli custodi si danno particolarmente da fare proprio nel ministero della misericordia come via primaria di conversione. La loro sapienza penetra, infatti, nel Cuore misericordioso di Dio, di cui conoscono prima di noi e meglio di noi l'infinita misericordia; essi sono, insieme ai santi, "radicati e fondati nella cantò, in grado di comprendere quale sia l'ampiezza, la lunghezza, I 'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (cf Ef3,17-19). 5. E. Mons. Crescenzio Sepe tratto dall'omelia pronunciata il 2.10.99

 

Messaggeri di Dio

L'esistenza degli angeli, quali spiriti, rimane sempre avvolta nell'ombra del mistero, ma è molto meno negata di quanto si potrebbe pensare in un mondo materialista come il presente. Parlare di spiriti buoni e cattivi può ancora passare; ma se ai cattivi si dà il nome di diavolo o demonio, il che richiama l'inferno, allora le opinioni divergono maggiormente. Ad ogni modo, c 'è una notevole convergenza verso l'angelo custode, quando ci si rifirisce soprattutto ai bambini. il "new age" a modo suo non disdegna di considerare queste forze, che per loro potrebbero coincidere con le energie, le quali nell 'universo possono influire sull 'esistenza degli esseri umani e addirittura guidarli. La rivelazione ha la virtù della chiarezza per quanto concerne le caratteristiche essenziali degli angeli. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ne parla compiutamente nello spiegare il Credo.' Dio creò il cielo, la terra e l'uomo. il cielo sono anche gli angeli, la cui esistenza è verità di fede. Essi, come dice il nome, sono i messaggeri di Dio, i "servitori" di Dio, esseri spirituali, immortali, con carattere personale. Di essi, una parte defezionò formando così la schiera degli spiriti maligni, i demoni, nemici di Dio e degli amici di Dio. Cristo è al centro del mondo angelico: lo fu nella vita mortale, lo è nella gloria. Ma essi sono intermediari anche tra noi e Dio. Sono a servizio di Dio, ma anche a nostro servizio: "Dal suo inizio fino all 'ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita". In una parola, essi aiutano l'uomo a fare la volontà di Dio. S. Em.za Card Carlo Furno.

 

Compagni degli uomini

L'esistenza degli esseri spirituali incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente "angeli", è una verità di fede che i cristiani professano abitualmente nel momento in cui recitano il loro Credo. In questa professione di fede viene, infatti, affermato.' "Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e di tutte le cose (cioè esseri) visibili e invisibili". I cristiani credono, dunque, agli angeli, o almeno dovrebbero farlo.' ma, chi sono gli angeli? Quale è il loro compito? Perché l'uomo deve pregarli ed affidarsi alle loro cure? Dopo la Vergine Maria, gli angeli sono le creature più perfette uscite dalla mente di Dio e, come esprime il loro stesso nome, sono dei messaggeri.' angelo (angelus) vuol dire, infatti "messaggero". Sono le creature più vicine a Dio. Su comando divino gli angeli intervengono nel mondo e nella vita degli uomini: li proteggono dal male,' li sostengono nelle tentazioni ispirano loro buoni desideri,' li consigliano ed indirizzano ad amare Dio e gli altri uomini. Secondo Suarez ("De Angelis" cap. VI e XIX) sono sette le funzioni dell 'angelo custode verso di noi:

1. ci libera e ci protegge dai pericoli che minacciano il corpo e l'anima;
2. ci stimola a compiere il bene ed evitare il male;
3. allontana i demoni e le tentazioni;
4. presenta a Dio le nostre preghiere;
5. prega per noi;
6. ci corregge delle nostre colpe;
7. al momento della morte condurrò la nostra anima in Cielo, o ci visiterà in Purgatorio per consolarci.

Queste creature spirituali, gli angeli, sono fedeli servitori e messaggeri di Dio, per il fatto che "vedono sempre la faccia del Padre... che è nei Cieli" Mt. 18,10). Essi sono potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola" (Sal. 103,20). Gli angeli sono puri spiriti, infinitamente amabili: non hanno alcuna ombra di imperfezione o di difetto. Essi, nel Cielo, godono della visione beatifica, quindi condividono, ciascuno in modo particolare, la gloria di Dio. Ciascun angelo è specificatamente diverso dall'altro, ognuno ha un proprio compito, una propria funzione: solamente provare ad immaginare il loro numero, o le loro funzioni, sarebbe impossibile. Il numero degli angeli supera qualsiasi capacitò umana di calcolo. Se si pensa al numero dei granelli di sabbia di tutte le spiagge, o alle gocce d'acqua degli oceani, non si ha ancora la minima idea del numero degli angeli. Gli angeli, così numerosi, sono ovunque: un numero infinito di essi si trova vicino a Dio; altri compiono il loro ministero sulla terra. San Gregorio Magno, autore di "La celeste gerarchia", riconosce tre grandi gerarchie di angeli; ciascuna di esse comprende tre cori, ed esistono, quindi, nove cori in tutto:
1. Serafini, cherubini, troni, 2. Dominazioni, virtù, potenze, 3. Principati, arcangeli e angeli. San Paolo distingue fra gli angeli i troni, le dominazioni, i principati e potestà (1 Col 1,16) ai gradi aggiunge le potenze (Efl,21). La tradizione secondo la quale ogni uomo è affidato alla custodia particolare di un angelo era già stabilita tra i Giudei Mt 18,10); e fu precisata ulteriormente a partire dal XII secolo da Onorio d'Autun. La Chiesa, senza imporlo, ha sempre rispettato questa tradizione e ha conservato nel calendario liturgico del 1969 la festa degli angeli custodi, fissata il 2 ottobre. È il Papa san Gregorio Magno che nella sua Omelia ci parla chiaramente degli angeli: "Bisogna sapere che questa denominazione d'angeli designa la loro funzione anziché la loro natura, perché se questi beati spiriti della Celeste patria sono sempre degli spiriti, essi non possono sempre essere chiamati angeli: sono angeli solo quando annunciano qualcosa... Chiamiamo arcangeli coloro che annunciano i più grandi misteri... Ogni qualvolta che si tratta di un evento straordinario, è Michele che la Scrittura cita come mandato, affinché il suo nome (Chi è come Dio). Come l'alto stesso faccia capire che nessuno può fare ciò che Dio fa con la sua incomparabile potenza".
Il nome degli arcangeli viene dalla lingua ebraica: Michele significa "Chi è come Dio?", Gabriele "forza di Dio", Raffaele "Dio guarisce". Il nome serafini vuol dire "gli ardenti". Gli angeli non sono come gli uomini! Essi apprezzano la nostra attenzione, e ci ripagano con amore, perché essi non dimenticano il bene ed il loro amore non si raffredda mai. Impariamo a riflettere e a ricordarci di questo amore gratuito per ringraziare e consolare questi angeli gloriosi: facciamoci amici gli angeli! È così facile avere amici così potenti! In questo modesto lavoro, dopo un 'ampia panoramica sulla presenza e opera degli angeli nella Bibbia e nel Catechismo della Chiesa Cattolica sono inserite devozioni e preghiere rivolte sia ai cori angelici, nel loro insieme, che ai singoli angeli ed arcangeli e, soprattutto l'angelo custode. È importante sottolineare che la devozione nei confronti degli angeli non deve slittare nell'adorazione, la quale deve essere riservata solamente a Dio; piuttosto si deve imparare a lodare gli angeli per tutto il loro lavoro, continuamente al servizio della incolumità e salvezza eterna degli uomini {Vedi' San Tommaso d'Aquino: Summa Teologica I questioni nn. 50-64). È inoltre altrettanto importante sottolineare che le preghiere che seguiranno, sono preghiere con gli angeli, affinché tramite la loro preghiera e intercessione sia continuamente lodato e ringraziato Colui che ce li ha inviati in dono.

 

Padre Pio e l'Angelo Custode

All’inizio degli anni Settanta, quando andai la prima volta a Pietrelcina per raccogliere fatti ed episodi sulla vita di Padre Pio, erano ancora in vita persone che avevano conosciuto il Padre da giovane. Ricordavano gli anni in cui egli, appena ordinato sacerdote, poiché era sempre malato, non viveva in convento ma in una casa vicino a quella dei suoi genitori. E mi dicevano che quando usciva non chiudeva mai la porta a chiave. A chi gli faceva notare che potevano esserci dei ladri rispondeva: «C’è l’Angiolino che fa la guardia alla mia casa». Sempre in quel periodo, al termine delle lettere a persone amiche, con le quali aveva molta confidenza, in particolare alcuni sacerdoti che conoscevano bene le sue esperienze mistiche, scriveva infallibilmente: «Salutami l’Angiolino».
Con il nome «Angiolino», Padre Pio intendeva l’Angelo Custode e i due riferimenti fanno intendere quale fosse la confidenza che aveva con questo personaggio e con quale fede, semplice e concreta, vivesse una stupefacente realtà spirituale, quella della presenza, accanto a ogni uomo, di un Angelo Custode.
L’Angelo Custode era un richiamo costante nella vita di Padre Pio. A chi andava a salutano per intraprendere un viaggio diceva: «L’Angelo di Dio ti accompagni». Oppure: «Che l’Angelo di Dio ti accompagni e ti apra le porte». O anche: «Che l’Angelo di Dio ti sia luce, aiuto, forza; conforto e guida».
A una figlia spirituale scrisse:
«Sii sempre alla presenza di Dio. Ricordati del tuo Angelo Custode, che ti è sempre vicino, sia tu in grazia di Dio o non lo sia. Quale amico puoi avere più grande del tuo Angelo Custode? Chiedi a lui che ti aiuti nella carità, nell’umiltà, nella pazienza.»
A chi gli chiedeva aiuto, un ricordo nelle preghiere per qualche difficoltà particolare, rispondeva: «Quando hai bisogno, mandami il tuo Angelo Custode».
«Ma lei sente veramente quello che le mando a dire per il mio Angelo Custode?» gli chiese, un giorno, un figlio spirituale. E il Padre rispose: «E che, mi credi sordo?».
Cleonice Morcaldi, la figlia spirituale prediletta, nei suoi diari ha lasciato scritto questo eccezionale episodio: «Durante l’ultima guerra mio nipote fu fatto prigioniero. Non ricevevamo sue notizie da un anno. Tutti là credevamo morto. I suoi genitori impazzivano dal dolore. Un giorno, mia zia si buttò ai piedi di Padre Pio che stava in confessionale e gli disse: “Ditemi se mio figlio è vivo. Io non mi tolgo dai vostri piedi se non me lo dite”. Padre Pio si commosse e con le lacrime che gli rigavano il viso disse:“Alzati e vai tranquilla”.
«Passò ancora del tempo e la situazione in famiglia era diventata drammatica. Un giorno, non potendo più sopportare il pianto accorato degli zii, mi decisi a chiedere al Padre un miracolo e, piena di fede, gli dissi: “Padre, io scrivo una lettera a mio nipote Giovannino. Metto sulla busta il solo nome perché non so dove egli sia. Voi e il vostro Angelo Custode portatela dove egli si trova”. Padre Pio non mi rispose. Scrissi la lettera e l’appoggiai, la sera prima di andare a letto, sul comodino. La mattina dopo, con mia grande sorpresa, e anche con paura, vidi che la lettera non c’era più. Andai a ringraziare il Padre e lui mi disse: “Ringrazia la Vergine”. Dopo una quindicina di giorni, in famiglia si piangeva di gioia: era arrivata una lettera da Giovannino in cui egli rispondeva esattamente a tutto quello che io gli avevo scritto.»

 

GLI ANGELI NELLA CATECHESI DI PAPA GIOVANNI PAOLO II

Dio è creatore degli esseri visibili e invisibili.

Le nostre catechesi su Dio, creatore del mondo, non possono concludersi senza dedicare adeguata attenzione a un preciso contenuto della Rivelazione divina: la creazione degli esseri puramente spirituali, che la Sacra Scrittura chiama "angeli ". Tale creazione appare chiaramente nei Simboli della fede: "Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose (cioè: enti o esseri) visibili e invisibili". Sappiamo che l'uomo gode, all 'interno della creazione, di una posizione singolare: grazie al suo corpo appartiene al mondo visibile; mentre, per l’anima spirituale, che vivifica il corpo, egli si trova quasi al confine fra la creazione visibile e quella invisibile. A quest'ultima appartengono altri esseri, puramente spirituali; non dunque propri del mondo visibile, anche se in esso presenti e operanti.

 

Cristo è il centro dell'universo. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Oggi, come nei tempi passati, si discute su questi esseri spirituali. Bisogna riconoscere che la confusione, a volte, è grande, con il conseguente rischio di far passare come fede della Chiesa sugli angeli ciò che alla fede non appartiene, o, viceversa, di tralasciare qualche aspetto importante della verità rivelata. L'esistenza degli esseri spirituali, che la Sacra Scrittura chiama di solito "angeli"' veniva già negata ai tempi di Cristo dai sadducei. La negano anche i materialisti e i razionalisti di tutti i tempi. Eppure, se ci si volesse sbarazzare degli angeli, si dovrebbe rivedere radicalmente la Sacra Scrittura stessa, e con essa tutta la storia della salvezza. Tutta la Tradizione è unanime su questa questione. Il credo della Chiesa è, in fondo, un 'eco di quanto Paolo scrive ai Colossesi: ... tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui". Ossia il Cristo che, come Figlio, Verbo eterno e consostanziale al Padre, è "generato prima di ogni creatura", è al centro dell'universo, come ragione e cardine di tutta quanta la creazione.

 

La Provvidenza abbraccia anche il mondo dei puri spiriti.

Tutto ciò che appartiene alla creazione rientra, secondo la Rivelazione, nel mistero della divina Provvidenza. Lo afferma il Vaticano I "Tutto ciò che ha creato, Dio lo conserva e lo dirige con la sua provvidenza, estendendosi da un confine all 'altro con forza e governando con bontà ogni cosa". "Tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi anche ciò che avrà luogo per libera iniziativa delle creature". La provvidenza abbraccia, dunque, anche il mondo dei puri spiriti, che ancor più pienamente degli uomini sono esseri razionali e liberi. Nella Sacra Scrittura troviamo preziose indicazioni che li riguardano. Vi è pure la rivelazione di un dramma misterioso, eppure reale, che toccò queste creature angeliche, senza che nulla sfuggisse all 'eterna Sapienza, la quale con forza e al tempo stesso con bontà tutto porta a compimento nel regno del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

La verità degli angeli è inseparabile dalla rivelazione che è la gloria del Creatore.

Il riferimento al "primato" di Cristo ci aiuta a comprendere che la verità circa l'esistenza e l'opera degli angeli (buoni e cattivi) non costituisce il contenuto centrale della parola di Dio. Nella rivelazione Dio parla prima di tutto "agli uomini... e si intrattiene con essi, per invitarli ad ammetterli alla comunione con sé", come leggiamo nella costituzione Dei verbum del concilio Vaticano II Così "la profonda verità... sia di Dio, sia della salvezza degli uomini", è il contenuto centrale della rivelazione che "risplende" più pienamente nella persona di Cristo. La verità sugli angeli è in certo senso "collaterale", eppure inseparabile dalla rivelazione centrale, che è l'esistenza, la maestà e la gloria del Creatore. Gli angeli non sono, dunque, creature di primo piano nella realtà della Rivelazione, eppure vi appartengono pienamente.

 

Gli angeli somigliano più dell'uomo a Dio e sono più vicini a lui.

Riconosciamo anzitutto che la provvidenza, come amorevole Sapienza di Dio, si è manifestata proprio nel creare esseri puramente spirituali, per cui meglio si esprimesse la somiglianza di Dio in loro che di tanto superano tutto ciò che è creato nel mondo visibile insieme con l'uomo, anch'esso incancellabile immagine di Dio. Dio, che è Spirito assolutamente perfetto, si rispecchia, soprattutto, negli esseri spirituali che per natura, cioè a motivo della loro spiritualità, gli sono molto più vicini delle creature materiali. La Sacra Scrittura offre una testimonianza abbastanza esplicita di questa massima vicinanza a Dio degli angeli, dei quali parla, con linguaggio figurato, come del "trono" di Dio, delle sue "schiere", del suo "cielo". Essa ha ispirato la poesia e l'arte dei secoli cristiani che ci presentano gli angeli come la "corte di Dio".

Dio crea gli angeli liberi, capaci di operare una scelta.

Nella perfezione della loro natura spirituale gli angeli sono chiamati, fin dall'inizio, in virtù della loro intelligenza, a conoscere la verità e ad amare il bene che conoscono nella verità in modo molto più pieno e perfetto di quanto non sia possibile all 'uomo. Questo amore è l'atto di una volontà libera, per cui, anche per gli angeli, la libertà significa possibilità di operare una scelta a favore o contro il Bene che essi conoscono, cioè Dio stessa Creando gli esseri liberi, Dio volle che nel mondo si realizzasse quell'amore vero che è possibile solamente sulla base della libertà. Creando gli spiriti puri come esseri liberi, Dio, nella sua provvidenza, non poteva non prevedere anche la possibilità del peccato degli angeli.

 

Dio ha sottoposto gli spiriti a una prova.

Come dice chiaramente la Rivelazione, il mondo degli spiriti puri appare diviso in buoni e cattivi. Ebbene, questa divisione non si è operata per creazione di Dio, ma in base alla libertà propria della natura spirituale di ciascuno di essi. Si è operata mediante la scelta che per gli esseri puramente spirituali possiede un carattere incomparabilmente più radicale di quella dell'uomo ed è irreversibile dato il grado di intuitività e di penetrazione del bene di cui è dotata la loro intelligenza. A questo riguardo si deve dire anche che gli spiriti puri sono stati sottoposti a una prova di carattere morale. Fu una scelta decisiva riguardante prima di tutto Dio stesso, un Dio conosciuto in modo più essenziale e diretto di quanto è possibile all 'uomo, un Dio che a questi esseri spirituali aveva fatto dono, prima che all 'uomo, di partecipare alla sua natura divina.

 

Dio offre ai puri spiriti la sua comunione d'amore e li chiama a una scelta definitiva.

Nel caso dei puri spiriti la scelta decisiva riguardava prima di tutto Dio stesso, primo e supremo Bene, accettato o respinto in modo più essenziale e diretto di quanto possa avvenire nel raggio d'azione della libera volontà dell'uomo. Gli spiriti puri hanno una conoscenza di Dio incomparabilmente più perfetta dell'uomo, perché, con la potenza del loro intelletto, non condizionato né limitato dalla mediazione della conoscenza sensibile, vedono fino in fondo la grandezza dell'Essere infinito, della prima Verità, del sommo Bene. A questa sublime capacità di conoscenza degli spiriti puri, Dio offrì il mistero della sua divinità, rendendoli così partecipi, mediante la grazia, della sua infinita gloria. Proprio perché esseri di natura spirituale, vi era nel loro intelletto la capacità, il desiderio di questa elevazione soprannaturale a cui Dio li aveva chiamati all 'eterna comunione dell'amore, consorti alla natura divina.

 

Dopo la prova, il mondo degli spiriti si è diviso in buoni e cattivi.

La scelta operata sulla base della verità su Dio, conosciuta informa superiore in base alla lucidità delle loro intelligenze, ha diviso anche il mondo dei puri spiriti in buoni e cattivi. I buoni hanno scelto Dio come Bene supremo e definitivo, conosciuto alla luce dell 'intelletto illuminato dalla Rivelazione. Avere scelto Dio significa che si sono rivolti a lui con tutta la forza interiore della loro libertà, forza che è amore; Dio è divenuto il totale e definitivo scopo della loro esistenza spirituale. Gli altri, invece, hanno voltato le spalle a Dio contro la verità della conoscenza che indicava in lui il bene totale e definitivo. Hanno scelto contro la rivelazione del mistero di Dio, contro la sua grazia che li rendeva partecipi della Santissima Trinità e dell'eterna amicizia con Dio, hanno opposto un rifiuto ispirato da un falso senso di autosufficienza, di avversione e persino di odio che si è tramutato in ribellione.

La superbia acceca gli spiriti che si pronunziano contro l'amore di Dio.

Come comprendere una tale opposizione e ribellione a Dio in esseri dotati di così viva intelligenza? Quale può essere il motivo di tale radicale e irreversibile scelta contro Dio? Di un odio tanto profondo, da poter apparire unicamente frutto della follia? I padri della chiesa e i teologi non esitano a parlare di "accecamento" prodotto dalla sopravvalutazione della perfezione del proprio essere, spinta fino al punto di velare la supremazia di Dio, che esigeva invece un atto di docile e obbediente sottomissione. Parole come: "Non ti servirò", manifestano il radicale ed irreversibile rifiuto di prendere parte all 'edificazione del regno di Dio nel mondo creato. "Satana", lo spirito ribelle, vuole il proprio regno, non quello di Dio, e si erge a primo "avversario" del Creatore, a oppositore della provvidenza. Dalla ribellione e dal peccato di Satana, come anche da quello dell'uomo, dobbiamo concludere accogliendo la saggia esperienza della Scrittura che afferma: "L'orgoglio è causa di rovina".

 

Funzione degli angeli buoni nei riguardi degli uomini.

Stando sempre alla Sacra Scrittura, gli angeli, in quanto creature puramente spirituali, si presentano alla riflessione della nostra mente come una speciale realizzazione della "immagine di Dio", Spirito perfettissimo. Gli angeli sono, da questo punto di vista, le creature più vicine all 'esemplare divino. il nome che la Sacra Scrittura attribuisce loro, indica che ciò che più conta nella Rivelazione è la verità sui compiti degli angeli nei riguardi degli uomini: angelo (angelus) vuole infatti dire "messaggero". Gli angeli, creature spirituali, hanno funzione di mediazione e di ministero nei rapporti che intercorrono tra Dio e gli uomini.

 

Gli angeli celebrano la gloria di Dio e partecipano al suo governo sulla creazione.

L'Antico Testamento sottolinea soprattutto la speciale partecipazione degli angeli alla celebrazione della gloria che il Creatore riceve come tributo di lode da parte del mondo creato. Sono in modo speciale i Salmi che si fanno interpreti di tale voce, quando proclamano: "Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell'alto dei cieli. Lodatelo, Voi tutti, suoi angeli...". "Benedite il Signore, voi tutti, suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola". Gli angeli prendono parte al governo di Dio sulla creazione, come "potenti esecutori dei suoi comandi", secondo il piano stabilito dalla divina provvidenza. In particolare agli angeli è affidata una speciale cura e sollecitudine per gli uomini, per i quali presentano a Dio le loro domande e preghiere. Si può affermare che i compiti degli angeli come ambasciatori del Dio vivo si estendono non solo ai singoli uomini e a coloro che hanno speciali compiti, ma anche ad intere nazioni.

 

Gli angeli a servizio del Messia.

Il Nuovo Testamento mette in rilievo i compiti degli angeli in rapporto alla missione di Cristo come Messia, e prima di tutto al mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio, come costatiamo nel racconto dell'annunciazione della nascita di Cristo stesso, nelle spiegazioni e disposizioni date a Maria e Giuseppe, nelle indicazioni date ai pastori nella notte della nascita del Signore, nella protezione del neonato davanti al pericolo della persecuzione di Erode. Più avanti i Vangeli parlano della presenza degli angeli durante il digiuno di 40 giorni di Gesù nel deserto e durante la preghiera nel Getsèmani. Dopo la risurrezione di Cristo sarà ancora un angelo, apparso sotto forma di un giovane, che dirà alle donne accorse al sepolcro e sorprese dal fatto di trovarlo vuoto: "Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui... andate!... dite ai suoi discepoli...". Due angeli sono visti anche da Maria Maddalena, che è privilegiata d'una apparizione personale di Gesù. Gli angeli "si presentano" agli Apostoli dopo la scomparsa di Cristo, per dire loro: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto in cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo". Sono gli angeli della vita, della passione e della gloria di Cristo.

 

Gli angeli accompagnano sempre Gesù nella sua missione salvifica.

Se passiamo alla nuova venuta di Cristo, cioè alla "Parusia", troviamo che tutti i sinottici annotano che il "Figlio dell'uomo... verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi". Si può dunque dire che gli angeli, come puri spiriti, non solo partecipano nel modo che è loro proprio alla santità di Dio stesso, ma nei momenti chiave circondano il Cristo e lo accompagnano nell'adempimento della sua missione salvifica nei riguardi degli uomini. Allo stesso modo anche tutta la Tradizione e il Magistero ordinario della Chiesa ha attribuito nei secoli agli angeli questo particolare carattere e questa funzione nel ministero messianico.

 

La Chiesa professa la fede negli angeli custodi e ne raccomanda la venerazione.

Tra i libri del Nuovo Testamento, sono specialmente gli Atti degli Apostoli che ci fanno conoscere alcuni fatti che attestano la sollecitudine degli angeli per l'uomo e per la sua salvezza. Così, quando l'angelo di Dio libera gli apostoli dalla prigione e prima di tutto Pietro, che era minacciato di morte dalla mano di Erode. O quando guida l'attività di Pietro nei riguardi del centurione Cornelio, il primo pagano convertito. Analogamente quando guida l'attività del diacono Filippo lungo la via da Gerusalemme a Gaza. Da questi pochi fatti, si comprende come nella coscienza della Chiesa abbia potuto formarsi la persuasione sul ministero affidato agli angeli in favore degli uomini. Perciò la Chiesa confessa la sua fede negli angeli custodi, venerandoli nella liturgia con una festa apposita e raccomandando il ricorso alla loro protezione con una preghiera frequente, come nell 'invocazione 'Angelo di Dio".

 

Gli angeli sono esseri-persone dotati di intelligenza e libera volontà.

In quanto creature di natura spirituale, gli angeli sono dotati di intelletto e di libera volontà, come l'uomo, ma in grado a lui superiore, anche se sempre finito, per il limite che è inerente a tutte le creature. Gli angeli sono quindi esseri personali e, in quanto tali, sono anch'essi a "immagine e somiglianza" di Dio. La Sacra Scrittura si riferisce agli angeli adoperando anche appellativi non solo personali (come i nomi propri: Raffaele, Gabriele, Michele), ma anche "collettivi" (come le qualifiche di: serafini, cherubini, troni, potestà, dominazioni, principati), così come opera una distinzione tra angeli e arcangeli. Pur tenendo conto del linguaggio analogico e rappresentativo del testo sacro, possiamo dedurre che questi esseri-persone, quasi raggruppati in società, si suddividono in ordini e gradi, rispondenti alla misura della loro perfezione e ai compiti loro affidati. Gli autori antichi e la stessa liturgia parlano anche dei cori angelici (nove, secondo Dionigi l’'Areopagita).

 

La verità sugli angeli reca un grande servizio all'uomo.

La Chiesa, proponendo con franchezza la totalità della verità su Dio creatore anche degli angeli, crede di recare un grande servizio all 'uomo. L'uomo nutre la convinzione che è il Cristo, Uomo-Dio, (e non gli angeli) a trovarsi al centro della divina Rivelazione. Ebbene, l'incontro religioso con il mondo degli esseri puramente spirituali diventa preziosa rivelazione del suo essere non solo corpo, ma anche spirito, e della sua appartenenza a un progetto di salvezza veramente grande ed efficace, entro una comunità di esseri personali che per l'uomo e con l'uomo servono il disegno provvidenziale di Dio. Notiamo che la Sacra Scrittura e la Tradizione chiamano propriamente angeli quegli spiriti puri che nella fondamentale prova di libertà hanno scelto Dio, la sua gloria e il suo regno. Essi sono uniti a Dio mediante l'amore che scaturisce dalla beatificante visione, faccia a faccia, della Santissima Trinità. Lo dice Gesù stesso: "Gli angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli". Quel "vedere sempre la faccia del Padre" è la manifestazione più alta dell 'adorazione di Dio. Si può dire che essa costituisce quella "liturgia celeste", compiuta a nome di tutto l'universo, alla quale incessantemente si associa la terrena liturgia della Chiesa la quale, ogni giorno e ogni ora, nel mondo intero, nella santa messa, si richiama "agli angeli e agli arcangeli " per cantare la gloria di Dio.

 

Gli angeli sono chiamati da Dio ad avere la loro parte nella storia della salvezza degli uomini.

Sempre secondo la Rivelazione, gli angeli, che partecipano alla vita della Trinità nella luce della gloria, sono anche chiamati ad avere la loro parte nella storia della salvezza degli uomini, nei momenti stabiliti dal disegno della divina provvidenza. "Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?", domanda l'autore della Lettera agli Ebrei. E questo crede e insegna la Chiesa, in base alla Sacra Scrittura, dalla quale apprendiamo che compito degli angeli buoni è la protezione degli uomini e la sollecitudine per la loro salvezza. Troviamo queste espressioni in diversi passi della Sacra Scrittura, come ad esempio nel Salmo 90 (91): "Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede". Gesù stesso, parlando dei bambini e ammonendo di non dar loro scandalo, si richiama ai "loro angeli". Egli attribuisce inoltre agli angeli la funzione di testimoni nel supremo giudizio divino sulla sorte di chi ha riconosciuto o ha rinnegato il Cristo: "Chiunque mi riconoscerà davanti agli angeli di Dio...; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio". Queste parole sono significative perché se gli angeli prendono parte al giudizio di Dio, sono interessati alla vita dell'uomo. Interesse e partecipazione che sembrano ricevere un 'accentuazione nel discorso escatologico, nel quale Gesù fa intervenire gli angeli nella Parusia, ossia nella definitiva venuta di Cristo, alla fine della storia.

 

Gli angeli sono immortali e, quindi, non soggetti alle leggi della corruttibilità.

Dio creò fin dal principio entrambe le realtà: quella spirituale e quella corporale, il mondo terreno e quello angelico. Tutto ciò egli creò insieme in ordine alla creazione dell'uomo, costituito di spirito e di materia e posto secondo la narrazione biblica nel quadro di un mondo già stabilito secondo le sue leggi e già misurato dal tempo. Assieme all 'esistenza, la fede della Chiesa riconosce certi tratti distintivi della natura degli angeli. Il loro essere puramente spirituale indica prima di tutto la loro non materialità e la loro immortalità. Gli angeli non hanno "corpo" (anche se in determinate circostanze si manifestano sotto forme visibili in ragione della loro missione a favore degli uomini), e quindi non sono soggetti alla legge della corruttibilità che accomuna tutto il mondo materiale. Gesù stesso, riferendosi alla condizione angelica, dirà che nella vita futura i risorti "(non) possono più morire, perché sono uguali agli angeli".

 

Tre arcangeli, Michele, Gabriele, e Raffaele: significato dei nomi e loro missione.

La Chiesa onora con culto liturgico tre figure di angeli, che nella Sacra Scrittura sono chiamati per nome. Il primo è Michele arcangelo. Il suo nome esprime l'atteggiamento essenziale degli spiriti buoni. "Mica-El" significa infatti: "Chi come Dio?". In questo nome si trova, dunque, espressa la scelta salvifica grazie a/la quale gli angeli "vedono la faccia del Padre" che è nei cieli. Il secondo è Gabriele: figura legata soprattutto al mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio. il suo nome sign41ca: "la mia potenza è Dio", oppure "potenza di Dio", quasi a dire che al culmine della creazione, l'incarnazione è il segno supremo del Padre onnipotente. Infine, il terzo arcangelo si chiama Raffaele. "Rafa-El" significa: "Dio guarisce". Egli si è fatto conoscere dalla storia di Tobia nell'Antico Testamento; così significava l'affidamento agli angeli dei piccoli figli di Dio, sempre bisognosi di custodia, di cura e di protezione.

 

La Chiesa con l'annunzio del regno di Dio è sempre vittoriosa sul maligno, contro cui è continuamente in lotta.

Come testimonia l'evangelista Luca, nel momento in cui i discepoli tornavano dal Maestro pieni di gioia per i frutti raccolti nel loro tirocinio missionario, Gesù pronuncia una frase che fa pensare: "Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore". Con queste parole il Signore afferma che l’'annuncio del regno di Dio è sempre una vittoria sul diavolo, ma, nello stesso tempo, rivela anche che l’edificazione del Regno è continuamente esposta alle insidie dello spirito del male. Interessarsene, come intendiamo fare con la catechesi di oggi, vuoi dire prepararsi alla condizione di lotta che è propria della vita della Chiesa in questo tempo ultimo della storia della salvezza (così come afferma il Libro dell'Apocalisse). D 'altra parte, ciò permette di chiarire la retta fede della Chiesa di fronte a chi la stravolge, esagerando l'importanza del diavolo, o di chi ne nega o ne minimizza la potenza malefica.

 

La potenza di Satana è limitata, tollerata da Dio, e sempre concorre al bene, poiché Dio guida la storia.

La fede della Chiesa ci insegna che la potenza di Satana non è infinita. Egli è solo una creatura, potente in quanto spirito puro, ma pur sempre una creatura, con i limiti della creatura, subordinata al volere e al dominio di Dio. Se Satana opera nel mondo per il suo odio contro Dio e il suo Regno, ciò è permesso dalla divina provvidenza che con potenza e bontà dirige la storia dell'uomo e del mondo. Se l'azione di Satana certamente causa molti danni, di natura spirituale e, indirettamente di natura anche fisica, ai singoli e alla società, egli non è tuttavia in grado di annullare la definitiva finalità cui tendono l'uomo e tutta la creazione: il Bene. Egli non può ostacolare l'edificazione del regno di Dio, nel quale si avrà, alla fine, la piena attuazione della giustizia e dell'amore del Padre verso la creatura, eternamente "predestinata" nel Figlio Verbo, Gesù Cristo. Possiamo anzi dire con san Paolo che l'opera del maligno concorre al bene e che serve a edificare la gloria degli "eletti".

 

Il Cristo è venuto a sconfiggere il diavolo e la Chiesa riceve da lui lo stesso potere.

Tutta la storia dell'umanità si può considerare in funzione della salvezza totale, nella quale è iscritta la vittoria di Cristo sul "principe di questo mondo". "Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui SOLO adorerai", dice perentoriamente Cristo a Satana. In un momento drammatico del suo ministero, a chi lo accusava in modo sfacciato di scacciare i demoni perché alleato di Beelzebul, capo dei demoni, Gesù risponde con queste parole severe e confortanti insieme: "...E se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il Regno di Dio". Le parole pronunciate da Cristo a proposito del tentatore trovano il loro compimento storico nella croce e nella risurrezione del Redentore. Come leggiamo nella lettera agli Ebrei, Cristo si è fatto partecipe dell'umanità fino alla croce "per ridurre all 'impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo... e liberare così quelli che... erano tenuti in schiavitù". Questa è la grande certezza della fede cristiana: "il principe di questo mondo è stato giudicato"; "il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo", come ci attesta san Giovanni. Dunque, il Cristo crocifisso e risorto si è rivelato come quel "più forte" che ha vinto "l'uomo forte", il diavolo; e lo ha spodestato. Alla vittoria di Cristo sul diavolo partecipa la Chiesa: Cristo, infatti, ha dato ai suoi discepoli il potere di cacciare i demoni. La Chiesa esercita tale potere vittorioso mediante la fede in Cristo e la preghiera, che in casi specifici può assumere la forma dell'esorcismo.

 

Con l'aiuto degli angeli, lottiamo contro il maligno, per il trionfo del bene, verso la vittoria finale: la parusia.

In questa fase storica della vittoria di Cristo si inscrive l'annuncio e l'inizio della vittoria finale, la parusia, la seconda e definitiva venuta di Cristo alla conclusione della storia, verso la quale è proiettata la vita del cristiana Anche se è vero che la storia terrena continua a svolgersi sotto l'influsso di "quello spirito che, come dice san Paolo, ora opera negli uomini ribelli , i credenti sanno di essere chiamati a lottare per il definitivo trionfo del Bene: "la nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti".

 

Con l'aiuto degli angeli e dei santi, si compirà la vittoria del bene anticipata nel mistero pasquale di Cristo.

La lotta, man mano che se ne avvicina il termine, diventa in certo senso sempre più violenta, come mette in rilievo specialmente l'Apocalisse, l'ultimo libro del Nuovo Testamento. Ma proprio questo libro accentua la certezza che ci è data da tutta la Rivelazione divina: che cioè la lotta si concluderà con la definitiva vittoria del bene. In quella vittoria, precontenuta nel mistero pasquale di Cristo, si adempirà definitivamente il primo annuncio del libro della Genesi, che con termine significativo è detto protoevangelo, quando Dio ammonisce il serpente: "Io porrò inimicizia tra te e /a donna" In quella fase definitiva, Dio, completando il mistero della sua paterna provvidenza, "libererà dal potere delle tenebre" coloro che ha eternamente 'predestinati in Cristo" e li "trasferirà nel regno del suo Figlio diletto". Allora il Figlio sottometterà al Padre anche l'intero universo, affinché "Dio sia tutto in tutti".

 

Dio ha creato gli angeli per la sua gloria e come aiuto agli uomini.

In maniera progressiva e organica abbiamo potuto ammirare stupefatti il grande mistero dell'intelligenza e dell 'amore di Dio, nella sua azione creatrice, verso il cosmo, verso l'uomo, verso il mondo degli spiriti puri. Di tale azione abbiamo considerato la matrice trinitaria, la sapiente finalizzazione alla vita dell'uomo, vera "immagine di Dio", a sua volta chiamato a ritrovare pienamente la sua dignità nella contemplazione della gloria di Dio. Abbiamo ricevuto luce su uno dei massimi problemi che inquietano l'uomo e pervadono la sua ricerca di verità: il problema della sofferenza e del male. Alla radice non sta una decisione errata o cattiva di Dio, ma la sua scelta, e in certo modo il suo rischio, di crearci liberi per averci amici. Dalla libertà è nato anche il male. Ma Dio non si arrende, e con la sua saggezza trascendente, predestinandoci ad essere suoi figli in Cristo, tutto dirige con fortezza e soavità, perché il bene non sia vinto dal male.

 

 

 

12月30日

NOVENA DI PREPARAZIONE ALLA FESTA DEGLI ANGELI

Image Hosted by ImageShack.us

L'angelo custode, questo nostro amico che non vediamo, ha, della nostra vita, una responsabilità che non possiamo immaginare. E' l'angelo custode che ha l'incarico di presentare a Dio i nostri atti di adorazione, i nostri propositi e i nostri desideri buoni. Egli vigila attentamente sulla nostra persona e, come inviato dal Cielo, fa presenti, attraverso le buone ispirazioni, i desideri  di Dio a nostro riguardo. Egli vede sempre il volto di Dio dal cui trono non si distoglie mai, pur essendo a servizio dell'uomo, poiché l'amore che lo divora e l'obbedienza che pratica sono inseparabili. Anche dopo questa vita sarà il nostro angelo custode che, ricevendoci alle porte del Purgatorio, ci introdurrà nella Patria beata. Amiamo, invochiamo, rispettiamo il nostro angelo. Rispettiamolo comportandoci sempre davanti a lui come davanti ad un personaggio che ha l'incarico di riferire al Re quello che noi facciamo. Quando ci sentiamo tristi, invochiamolo, perché porti in noi un raggio di luce, una favilla di gioia purissima di cui gli angeli sono portatori. Il nostro ricorso non sarà mai vano. Gli amici veri vengono considerati dallo Spirito Santo come un vero tesoro, nel mondo sono pochi i veri amici. Il più delle volte essi tradiscono e nel bisogno si allontanano. Ma il nostro angelo è il vero amico che prende parte viva alle nostre gioie e ai nostri dolori e, mentre svolge la sua azione per impedire tutto ciò che ci danneggia nel corpo e nello spirito, ci aiuta a conquistare tutto ciò che è bene per noi. Non dimentichiamo perciò colui che è alla nostra destra come nostro attendente. Non risparmiamogli la fiducia, diamogli gli incarichi più delicati e più importanti. Preghiamolo e ringraziamolo per i servizi che gratuitamente ci presta. Insegniamo ai nostri bambini a pregare il loro buon angelo e raccomandiamo alla loro protezione la Chiesa, il Sommo Pontefice, tutte le famiglie e le istituzioni. Egli é sempre, giorno e notte, vicino a te. Ma durante la giornata, con tutto lo slancio del cuore, rivolgigli frequentemente un pensiero di affetto e di riconoscenza. Il Martedì, poi giorno consacrato a Lui, ascolta la Santa Messa, accostati alla Mensa Eucaristica e compi qualunque altra opera buona in suo onore, chiudendo infine la giornata con la recita della bella, efficace e consolante Corona Angelica che é un inno ai Nove Cori degli Angeli. Né trascurerai, durante l'anno, di onorare ancora i Santi Angeli nei loro rispettivi giorni di festa: 29 settembre SS. Michele, Gabriele e Raffaele.  

 

 

2 Ottobre Santi Angeli Custodi

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre

 Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fii concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, mori e Iii sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.  

 

Primo giorno

Angelo, mio custode, fedele esecutore dei consigli di Dio che fin dai primi momenti della mia vita vegli alla custodia della mia anima e del mio corpo, ti saluto e ti ringrazio, insieme a tutto il coro degli angeli destinati a custodi degli uomini dalla divina bontà. Ti prego di preservarmi da ogni caduta nel presente pellegrinaggio, affinché l'anima mia si conservi sempre nella purezza ricevuta per mezzo del santo battesimo. Angelo di Dio.  

 

Secondo giorno

Angelo, mio custode, affezionato compagno e unico vero amico che sempre e ovunque mi accompagni, ti saluto e ti ringrazio, insieme a tutto il coro degli arcangeli eletti da Dio ad annunziare cose grandi e misteriose. Ti prego di illuminare la mia mente per farmi conoscere la divina volontà, e di muovere il mio cuore per farmi vivere sempre conformemente alla fede che professo, così da ricevere il premio promesso ai veri credenti.  Angelo di Dio.  

 

Terzo giorno

Angelo, mio custode, sapiente maestro che non cessi mai d'insegnare la vera scienza dei Santi, ti saluto e ti ringrazio, insieme a tutto il coro dei Principati, destinati a presiedere agli spiriti minori. Ti prego di vigilare sui miei pensieri, sulle mie parole e sulle mie opere perché, conformandomi in tutto ai tuoi salutari insegnamenti, non perda mai di vista il santo timor di Dio, principio unico ed infallibile della vera sapienza. Angelo di Dio.

 

Quarto giorno

Angelo, mio custode, amorevole guida che con miti rimproveri e con continue ammonizioni mi inviti a riscattarmi dalla colpa, ogni qualvolta per mia disgrazia vi sono caduto, ti saluto e ti ringrazio, insieme al coro delle Potestà destinate a frenare il demonio. Ti prego di svegliare l'anima mia dal letargo della tiepidezza in cui vive tuttora per resistere e trionfare su tutti quanti i nemici. Angelo di Dio.  

 

Quinto giorno

Angelo, mio custode, potente difensore che facendomi assiduamente scorgere le insidie del demonio negli inganni del mondo e nelle lusinghe della carne, me ne faciliti la vittoria ed il trionfo, ti saluto e ti ringrazio, insieme a tutto il coro delle Virtù, destinate da Dio ad operare miracoli e a spingere gli uomini sulla strada della santità. Ti prego di soccorrermi in tutti i pericoli e di difendermi in tutti gli assalti, affinché possa camminare sicuro nella pratica di tutte le virtù, specialmente dell'umiltà, della purezza, dell'obbedienza e della carità, le più care a te, e le più indispensabili alla salvezza. Angelo di Dio.

 

 Sesto giorno

Angelo, mio custode, consigliere ineffabile che nei modi più vivi mi fai sempre conoscere la volontà di Dio e i mezzi più opportuni per realizzarla, ti saluto e ti ringrazio, insieme a tutto il coro delle Dominazioni elette da Dio a comunicare i suoi decreti e a darci la forza di dominare le nostre passioni. Ti prego di liberare la mia mente da tutti i dubbi importuni e da tutte le pericolose perplessità, affinché, libero da ogni timore, assecondi sempre i tuoi consigli, che sono consigli di pace, di giustizia e di sanità. Angelo di Dio

 

Settimo giorno

Angelo, mio custode, zelante avvocato che con incessanti preghiere rivolte al cielo, intercedi per la mia eterna salvezza e allontani dal mio capo i meritati castighi, ti saluto e ti ringrazio, insieme a tutto il coro dei Troni eletti a sostenere il soglio dell'Altissimo e a stabilire gli uomini nel bene. Ti prego, nella tua carità, di concedermi il dono inestimabile della finale perseveranza, affinché nella morte trapassi felicemente dalle miserie dell'esilio terreno alla gioia eterna della Patria Celeste. Angelo di Dio.

Ottavo giorno

Angelo, mio custode, consolatore benigno che con soavi ispirazioni mi conforti in tutti i travagli della vita presente e in tutti i timori della futura, ti saluto e ti ringrazio, insieme a tutto il coro dei Cherubini che, pieni della scienza di Dio, sono eletti ad illuminare la nostra ignoranza. Ti prego di assistermi, con particolare sollecitudine e di consolarmi sia nelle difficoltà presenti sia nei tormenti futuri; affinché rapito dalla tua dolcezza, riflesso di quella divina, distolga il cuore dalle fallaci lusinghe terrene per riposare nella speranza della futura felicità. Angelo di Dio.

 

Nono giorno

Angelo, mio custode, infaticabile collaboratore della mia salvezza eterna che mi elargisci in ogni momento innumerevoli benefici, ti saluto e ti ringrazio, insieme a tutto il coro dei Serafini che, accesi della divina carità, sono eletti ad infiammare i nostri cuori. Ti prego di accendere nell'anima mia una scintilla di quello stesso angelico amore affinché, distrutto in me tutto quello che é del mondo e secondo la carne, possa, senza ostacolo, contemplare le cose celesti. Dopo aver corrisposto, sempre fedelmente la tua amorevole premura su questa terra, possa lodarti, ringraziarti e amarti nel Regno dei Cieli. Amen. Angelo di Dio 

Prega per noi, beato angelo di Dio. Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

PREGHIAMO: O eterno Signore Iddio che hai comandato e costituito il servizio degli angeli e degli uomini in un ordine meraviglioso, fa si che, come i santi angeli sempre ti servono in cielo, così nel tuo nome essi possano aiutarci e difenderci sulla terra. Per Cristo, nostro Signore. Amen. 

PREGHIERA ALL'ANGELO CUSTODE

Angelo benigno, mio custode e maestro, guida e difesa, sapiente consigliere ed amico fedele, a te sono stato raccomandato, per la bontà del Signore, dal giorno in cui nacqui all'ultima ora della mia vita. Ti ringrazio per l'amore che nutri per me, per l'essermi sempre e dovunque vicino come assistente e difensore. Angelo santo, insegnami, correggimi, proteggimi, custodiscimi e guidami per il diritto e sicuro cammino verso il Paradiso. Non permettere che faccia cose che offendano la tua santità e la tua purezza. Presenta i miei desideri al Signore, offrigli le mie preghiere, mostragli le mie miserie ottienimi la purificazione della mia anima per la sua infinita bontà e per la materna intercessione di Maria Santissima, tua Regina. Vigila quando dormo, sostienimi quando sono stanco, sorreggimi quando sto per cadere, alzami quando sono caduto, indicami la via quando sono smarrito, rincuorami quando mi perdo d'animo, illuminami quando non vedo, difendimi quando sono combattuto, sii mio scudo contro il demonio, specialmente nell'ultimo giorno della mia vita. Con la tua difesa e la tua guida, ottienimi, di entrare nella tua radiosa dimora, dove per tutta l 'eternità io possa esprimerti la mia gratitudine e glorificare insieme a Te il Signore e la Vergine Maria, tua e mia Regina. Amen.  

 

 

LITANIE AGLI ANGELI CUSTODI 

Signore pietà, Cristo pietà

Signore pietà, Cristo ascoltaci

Cristo esaudiscici, Cristo esaudiscici

Padre dei cielo che sei Dio, abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo che sei Dio, abbi pietà di noi

Spirito Santo che sei Dio, abbi pietà di noi

Santissima Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi

Santa Maria, prega per noi

Santa Madre di Dio, prega per noi

Regina degli Angeli, prega per noi

San Michele, prega per noi

San Gabriele, prega per noi

San Raffaele, prega per noi

Voi tutti santi angeli ed arcangeli, pregate per noi

Voi tutti santi angeli custodi, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che non vi allontanate mai dal nostro fianco, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che siete in celestiale amicizia con noi, Pregate per noi

Voi santi angeli custodi, nostri fedeli ammonitori, pregate per noi

Voi santi angeli custodi, nostri saggi consiglieri, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che ci difendete da tanti mali del corpo e dell'anima, pregate per noi

Voi santi angeli custodi, nostri potenti difensori contro gli assalti del Maligno, pregate per noi

Voi santi angeli custodi, nostro rifugio nel tempo della tentazione, pregate per noi

Voi santi angeli custodi, che ci confortate nelle miserie e nel dolore, pregate per noi

Voi santi angeli custodi, che portate e avvalorate le nostre preghiere davanti al trono di Dio, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che con le vostre esortazioni e i vostri lumi ci aiutate a progredire nel bene, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che, nonostante le nostre mancanze, non vi allontanate da noi, pregate per noi

Voi santi angeli custodi, che vi rallegrate quando diventiamo migliori, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che ci aiutate quando inciampiamo e cadiamo, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che vegliate e pregate mentre noi riposiamo, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che non ci abbandonate nell'ora dell'agonia, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che confortate le nostre anime nel Purgatorio, pregate per noi

Voi santi angeli custodi che conduceste in Cielo i giusti, pregate per noi

Voi santi angeli custodi, con i quali noi vedremo il volto di Dio un giorno e lo esalteremo in eterno, pregate per noi

Voi gloriosi Principi dei Cielo, pregate per noi

Agnello di Dio, che   togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi

 

PREGHIAMO

Dio onnipotente ed eterno, che nella tua immensa bontà, hai messo vicino a ciascun uomo fin dal grembo materno uno speciale angelo a difesa del corpo e dell'anima, con­cedimi, di seguire fedelmente e di amare il mio santo angelo custode. Fa che, con la Tua grazia e sotto la sua protezione, giunga un giorno alla Patria Celeste e là, insieme con lui e con tutti i santi angeli, meriti di con­templare il tuo volto divino. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

ATTO DI CONSACRAZIONE ALL'ANGELO CUSTODE

Santo angelo custode! Sin dall'inizio della mia vita mi sei stato dato come protettore e  compagno. Qui, al cospetto del Mio Signore e mio Dio, della mia celeste Madre Maria e di tutti gli Angeli e Santi, io povero peccatore (nome...) mi voglio consacrare a te. Voglio prendere la tua mano e mai più lasciarla. Prometto di essere sempre fedele ed ubbidiente a Dio ed alla santa Madre Chiesa. Prometto di professarmi sempre devoto a Maria, mia Signora, Regina e Madre e di prenderla a modello della mia vita. Prometto di essere devoto anche a te, mio santo protettore e di propagare secondo le mie forze la devozione agli Angeli santi che ci viene concessa in questi giorni quale presidio ed ausilio nella lotta spirituale per la conquista del Regno di Dio. Ti prego, angelo santo, di concedermi tutta la forza dell'amore divino affinché ne venga infiammato e tutta la forza della fede affinché non cada mai più in errore. Domando che la tua mano mi difenda dal nemico. Ti chiedo la grazia dell'umiltà di Maria affinché sfugga a tutti i pericoli e, guidato da te, raggiunga in cielo l'ingresso della Casa del Padre. Amen

PREGHIAMO: Dio onnipotente ed eterno, concedimi l'aiuto delle Tue schiere celesti affinché sia salvaguardato dai minacciosi assalti del nemico e libero da ogni avversità, possa servirTi in pace, grazie al Sangue preziosissimo di Nostro Signore Gesù Cristo e l'intercessione della Immacolata Vergine Maria. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUGURI DI BUON ANNO..BUON 2008

SE RIUSCITE AD EMOZIONARVI GUARDANDO

UN SEMPLICE TRAMONTO...SE IN QUESTO MOMENTO

STATE PENSANDO A KI HA TRASCORSO LE STRADE

DELLA VOSTRA VITA... A KI VI GUARDA DAL CIELO...

RICORDATE IL REGALO PIU' BELLO L'AVETE AVUTO VOI

LA VITA!!!!

AUGURI CON TUTTO IL CUORE DI BUON ANNO

L'AUGURIO CHE VI DO, E CHE NEL 2008...

LE VOSTRE STRADE SIANO SEMPRE PIENE DI SOLE

ATTORNIATE DAL MARE...BAGNATE D'AMORE

AUGURI!!!!

glitter graphics

 

 

 

 

12月28日

50 ANGELI PER ACCOMPAGNARTI...

Image Hosted by ImageShack.us

Anselm Grun , un monaco benedettino dell'Abbazia di Munsterschwarzach, in Germania, è uno dei più fecondi scrittori di spiritualità in Europa. 50 ANGELI PER ACCOMPAGNARTI DURANTE L'ANNO è un breve trattato di spiritualità quotidiana. Tra i 50 angeli, l'autore ci presenta l'angelo dell'amore, l'angelo dell'entusiasmo, dell'attenzione, del rischio. Sono compagni ispirati del nostro cammino quotidiano e ci appaiono come forze che modellano la vita che ci plasmano sempre più come potremmo e dovremmo essere.

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 L'ANGELO DELL'AMORE

 

Image Hosted by ImageShack.us                 

 

Tutto gira intorno all'amore. Molti collegano subito alla parola "amore" l'idea di una sessualità soddisfatta. Tuttavia, per quanto possa essere profanata la parola amore, ognuno nel suo cuore anela all'amore. Ognuno ha una gran voglia di essere amato incondizionatamente da altri. Gioisce quando si innamora di un'altra persona che gli ricambia l'amore. Allora qualcosa fiorisce dentro. D'improvviso il suo volto irradia gioia. Sa di essere amato da un amico o da un'amica. L'amore, ci dicono le fiabe, è capace di resuscitare alla vita uomini pietrificati. E' in grado di far tornare uomini le bestie. Riesce a trasformare in bellissimi principi e principesse, amabili e desiderabili, capaci di essere felici, e di rendere felici, persone che erano dominate da un istinto (che nelle fiabe è rappresentato dalla bestia), persone incantate da una strega e dominate da  ostili proiezioni. Quando però auguro a te e a me l'angelo dell'amore, non ti auguro solamente di essere amato da un altro o di innamorarti di un uomo o di una donna. L'amore infatti è qualcosa di più di essere innamorati. Per me l'amore è una qualità specifica. E' anelito originario e profondo dell'essere umano non solo riuscire ad amare l'amico o l'amica, ma anche trasformare se stessi in amore. Chi è diventato amore ama tutto ciò che gli sta attorno. Incontra ogni altro con amore pieno e fa sgorgare in lui la vita. Tocca ogni filo d'erba con rispetto ed amore. Conosce l'immagine del : Talmud", il Signore ha affidato ad ogni filo d'erba un angelo perchè lo faccia crescere". Osserva pieno d'amore il sole che tramonta. Si sente amato da Dio così che l'amore di Dio si riverbera per mezzo di lui. Tutto ciò che lui fa è segnato da questo amore. Il suo lavoro sgorga dall'amore. Se canta, canta perchè ama, perchè il suo amore cerca di esprimersi. Da tempo immemorabile, riferendosi all'amore, si parla dell'angelo dell'amore. A chi ama io dico "sei un angelo". Quando mi è dato di sperimentare l'amore, ho la sensazione che un angelo sia entrato nella mia vita. Phil Bosmans pensa che sia un angelo quel qualcuno " che Dio manda nella tua vita, inatteso e immeritato, affinchè accenda per te due stelle nella notte tenebrosa". Rose Auslander parla di un angelo dentro di te che gioisce per la tua luce e piange per la tua tenebra.

Dalle sue ali escono sussurri di parole d'amore e squisite carezze.

Noi abbiamo bisogno di angeli che ci introducono nel mistero dell'amore, che ci mettano in contatto con la sorgente dell'amore che zampilla in noi, ma che spesso è un pò otturata o intorpidita dalle nostre emozioni malate. Tu, però devi comportarti con avvedutezza con l'angelo dell'amore. Non devi chiedergli troppo. Lui può solamente trasformare il materiale che tu gli presenti. Se tu reprimi e tieni nascosti i tuoi sentimenti di aggressività, l'angelo non li può penetrare con il suo amore. Allora essi restano in te come i fondi del caffè. Un pò alla volta essi disturberanno i tuoi tentativi d'amore. Porgi al tuo angelo dell'amore tutto ciò che sta in te, anche la rabbia e risentimento, anche la gelosia e l'angoscia, anche il tedio e la delusione. Tutto dentro  di te ,infatti, potrebbe essere trasformato dall'amore. Lasciati accompagnare dappertutto dall'angelo dell'amore, portalo con te nei conflitti che hai sul luogo del lavoro, nelle tue discussioni in famiglia, nel matrimonio o con gli amici. L'angelo dell'amore non è una crosta di zucchero da spalmare su tutto, ma egli vorrebbe trasformare la tua vita. Non ti vieta nulla. Non ti proibisce di provare rabbia,.Non esige che tu non ti senta offeso. Egli vorrebbe solo che lasciassi illuminare da lui tutto ciò che provi. Allora vedrai in una luce diversa i tuoi conflitti. Questi però non scompariranno. Non ci saranno sempre soluzioni rapide e facili. Il tuo angelo dell'amore ama anche la verità. Vorrebbe che voi osservaste con attenzione ciò che è capitato, che prendeste sul serio i sentimenti che provate nel conflitto, ma vorrebbe anche che non vi aggrappaste ai vostri sentimenti feriti e che li lasciaste mettere in discussione per mezzo dell'amore. Amare non vuol dire prima di tutto avere sentimenti affettuosi. Il termine tedesco Lieben (amare) deriva da liob, che significa bene. L'amore ha bisogno prima di tutto di un nuovo modo di vedere. Chiedi al tuo angelo dell'amore che ti doni occhi nuovi per poter vedere le persone che ti stanno intorno e te stesso in una luce nuova, affinchè tu possa scoprire il seme buono che sta in te e negli altri. Allora sarai anche in grado di comportarti meglio. Ti auguri che il tuo angelo dell'amore, ti introduca sempre più nel mistero dell'amore divino che in te è come una sorgente che non inaridisce mai. Non devi creare l'amore in te. Hai solo da bere alla fonte dell'amore divino che scaturisce dentro di te e che per te basta.  

 

Image Hosted by ImageShack.us 

L'ANGELO DELL'ENTUSIASMO

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 

Io trovo sempre stimolanti le persone che riescono a entusiasmarsi di qualcosa. Hanno un’idea elettrizzante di come organizzare diversamente il loro lavoro. E sono entusiaste di quest’idea che hanno avuto. Oppure sono in vacanza e osservano piene di entusiasmo lo stupendo paesaggio. Sono entusiaste di una sera che hanno trascorso in compagnia degli amici, divertendosi.

Si lasciano entusiasmare dalle strade nuove. E riescono a trascinare anche altri col loro entusiasmo. Allora tutto quello che vivono si trasforma in un’esperienza intensa. Si richiama allora l’attenzione degli altri sulla bellezza del sole che sbuca tra le nuvole, sulla meraviglia di questo monte che si erge sulla valle. Al contrario ci sono molte persone che non  riescono più a entusiasmarsi per nulla. In vacanza continuano a girare, ma se si chiede loro come è andata, subito si ricordano che il cibo non era buono e che l’albergo lasciava molto a desiderare. Hanno continuamente bisogno di impressioni dall’esterno per sentire se stesse, ma quanto più girano, quanto più denaro spendono per la loro vacanza, tanto minori sono le esperienze vive che fanno, tanto meno sentono la propria  vita. Cercano la vita al di fuori di loro stesse perché dentro di loro sono senza vita, ma non permettono neppure che entri in loro ciò che sperimentano fuori. Perciò non riescono mai a vivere in maniera veramente intensa.

La parola tedesca Begeisterung ( entusiasmo) deriva da Geist (spirito). Nell’antico alto-tedesco il termine Geist indica eccitazione, commozione. Solamente nel secolo XVII il verbo begeistern compare col significato di animare, riempire di spirito. Le persone che sono capaci di entusiasmarsi si lasciano prendere da una parola, da uno sguardo, da un incontro, dal bosco che attraversano, da una montagna che conquistano. Si emozionano interiormente alla vista di un meraviglioso paesaggio.Si lasciano sradicare dal loro senso di distacco. Sono fuori di sé e sono tutte prese da ciò che stanno sperimentando. Qui i greci parlano di estasi (essere fuori di sé) e di entusiasmo (essere in Dio). Riuscire ad entusiasmarsi quindi vuol dire, in definitiva, lasciarsi attirare in Dio che si  incontra in tutto: nella creazione, nell’essere umano, in ogni parola, nella musica, nell’arte. E soltanto in Dio io sperimento tutto il mistero di una persona, della natura e dell’arte. Allora mi si dischiude ogni profondità. In tutto alla fine, io entro in contatto con Dio. Le persone che sono capaci di entusiasmarsi possono trascinare con se anche altri. Da loro esce vita. Assieme a loro non si passa la sera in piagnistei per questo e per quello. Sono persone che sprizzano entusiasmo. Hanno idee e vogliono che noi ne siamo entusiasti. Riescono a raccontare con entusiasmo quello che hanno vissuto. E già questo porta vitalità e freschezza. Il dialogo con loro non si trascina in uno stanco chiacchiericcio. E’ sempre stimolante. Nascono idee sempre nuove, progetti nuovi. Allora viene risvegliata in noi la voglia di vivere. D’improvviso ci viene voglia di andare a questo concerto, di visitare questa mostra, di fare questo sentiero. Persone del genere ci vivificano e ci riempiono di spirito. Ti auguro che l’angelo dell’entusiasmo possa renderti capace di entusiasmarti, di lasciarti prendere da ciò che incontri, da ciò che vivi, da ciò che sei. E ti auguro di riuscire a entusiasmare gli altri, di riuscire a coinvolgerti in un’idea, in un progetto, di poterli animare e riempire di spirito. Allora l’angelo dell’entusiasmo ti donerà la voglia di vivere e trasformerà anche te in un angelo dell’entusiasmo per le persone che incontri .

Image Hosted by ImageShack.us 

L'ANGELO DEL RISCHIO

Image Hosted by ImageShack.us

 

Oggi molti ritengono che la cosa più importante sia non sbagliare, non fare errori. Allora la carriera professionale non corre alcun pericolo. Allora dentro il gruppo non si è criticati. Allora non si deve cedere il posto. Allora la vita ha successo. In realtà, però, questo atteggiamento ostile al rischio, è di ostacolo alla vita. Chi non vuol fare assolutamente nessun errore, sbaglia tutto. Siccome non osa nulla, non corre alcun rischio. Così non può neppure nascere qualcosa di nuovo. Sia nell’economia come nella politica, nella chiesa come nella società, nessuno rischia più. Se lo facesse sarebbe attaccabile. Infatti, potrebbe anche andar male e sarebbe la catastrofe. Allora si dovrebbe abbandonare il dolce guanciale e si dovrebbe pubblicamente giustificare se stessi e i propri errori. Molti temono di non riuscire a sopravvivere a tanto. Sono talmente vincolati al riconoscimento e all’attenzione degli altri che non si affidano più al loro fiuto e non rischiano più nulla.

La psicologia ci dice che  la mancanza di coraggio per il rischio ha  a che fare  con la mancanza di padri propria  della nostra società. Il padre normalmente è colui che ci rafforza la colonna vertebrale, che ci dà il coraggio di osare qualcosa, di affrontare un rischio. Se manca questa positiva esperienza del padre, se non c’è un padre a irrobustirci la colonna vertebrale, allora abbiamo bisogno di un sostituto della spina dorsale. Ecco allora l’ideologia, la norma fissa, dietro la quale ci si trincera.  Si va al sicuro. Non si vogliono fare esperimenti. Tutto deve restare come prima. Non ci si consente di pensare il nuovo, meno che meno di fare il nuovo. Infatti non c’è alcuna garanzia che il nuovo riesca. Perciò lo si tralascia. La nostra epoca è caratterizzata dalla mancanza di fantasia e dalla mancanza del coraggio di rischiare qualcosa. Il termine tedesco Risiko deriva dall’italiano e significa pericolo, avventura. Molti pretendono che la vita debba trascorrere senza pericolo. Ci si deve assicurare contro tutti i pericoli, di modo che non ci possa capitare nulla, ma, quanto più ci si assicura, tanto più insicuri si diventa. Un po’ alla volta non si confida più in se stessi. Tutto deve essere assicurato. Nessun rischio senza una sufficiente sicurezza. Questo porta sempre più all’irrigidimento. Lo si vede abbastanza chiaramente nell’attuale situazione politica ed economica. Usciamo da questo vicolo cieco solamente se osiamo qualcosa, se rischiamo di far anche qualche errore. Ti  auguro che l’angelo del rischio ti incoraggi ad osare la tua vita e a rischiare nuove strade per te e per le persone che ti stanno attorno. L’angelo del rischio ti irrobustisca la colonna vertebrale e ti guardi alle spalle affinché tu sia libero di osare te stesso e di affidarti ai tuoi impulsi interiori, senza aver bisogno di assicurati da ogni parte.

Il mondo ti sarà grato se osi qualcosa di nuovo, se non domandi il permesso a tutto il mondo prima di dare attuazione  alle tue idee. Infatti, giorno dopo giorno sperimentiamo che il vecchio non vale molto. Nessuno si fida di percorrere nuove strade nella questione della disoccupazione. Si preferisce trincerarsi dietro luoghi comuni o si dà la colpa ad altri. Ognuno attende che l’altro faccia un passo falso. Allora lo si può criticare. Nessuno, però osa fare il primo passo. Così si sta fermi. Si sta in agguato per cercare gli errori negli altri, invece di rischiare di sbagliare personalmente. Ti auguro che l’angelo del rischio ti renda capace anche della libertà di fare errori per aprire nuove strade a te stesso e agli altri. Solamente se ti affidi all’angelo del rischio, qualcosa di nuovo potrà crescere per mezzo tuo in questo mondo e gli altri, grazie a te, potranno scoprire possibilità nuove.

 Image Hosted by ImageShack.us

L'ANGELO DELLA PASSIONE

 Image Hosted by ImageShack.us

L’angelo della passione sembra essere in contrasto con l’angelo della calma. Noi, però, abbiamo bisogno di molti angeli per far fiorire la vita dentro di noi. L’angelo della passione vuole invitarci a vivere con tutta la forza del nostro cuore e a non condurre un’esistenza solamente- per così dire- a fuoco lento. Quando una persona non è più capace di avere una grande passione, la sua vita diventa noiosa e insulsa. Perde gusto. Non era questo che voleva Gesù, il quale ci ha esortati ad essere sale della terra, a condire questo mondo con la nostra vitalità. Le passioni sono le forze motrici naturali dell’uomo e lo vorrebbero spronare alla vita e, alla fine, portare fino a Dio.

L’angelo della passione deve insegnarci l’arte di rapportarci con queste forze motrici in modo da non esserne dominati, ma da poterle impiegare per quella che è la vera e propria meta della nostra vita. Non dobbiamo diventare persone dominate e mosse dagli istinti, persone che semplicemente si lasciano spingere avanti, ma persone che muovono le passioni e le utilizzano per modellare la vita nella sua molteplicità.

Chi è in grado di avventurarsi passionalmente in qualcosa, può anche combattere passionalmente per la vita e anche la sua spiritualità sarà appassionata. Ce lo insegna un racconto cassidico:” Un cassista  un giorno si lamentava col rabbi Wolf  perché alcune persone avevano trasformato la notte in giorno giocando a carte."Questa è una cosa buona", disse il maestro.Come tutti anche loro vogliono servire Dio, ma non sanno come fare. Adesso però imparano a vegliare e a resistere nel fare qualcosa. Una volta che si saranno perfezionati in questo, avranno bisogno solamente di convertirsi e allora saranno dei ministri di Dio!’ “.

I primi monaci hanno riflettuto molto sulle passioni. Evagrio Pontico (morto nel 339) enumera nove passioni con le quali deve combattere il monaco. Per lui le passioni sono forze positive. Non si tratta di reciderle, ma di integrarle nella propria vita. Le passioni devono servire a noi, noi non dobbiamo servire alle passioni. L’apatheia, che viene indicata come la meta della lotta con le passioni, non designa una stato privo di passioni, ma la libertà rispetto a un patologico incatenamento alle passioni, designa l’integrazione delle passioni in tutto ciò che faccio e penso, uno stato in cui esse, invece di possedermi, sono a mia disposizione come forza, come virtus, come virtù che è in grado di rendermi vivo.

Le passioni non hanno alcun valore in sé. Sono buone o cattive a seconda di come mi comporto con esse. L’ira è una forza positiva che potrebbe rendermi capace di definire i miei limiti, di liberarmi dal potere degli altri, ma mi può anche consumare se mi lascio determinare da essa. La sessualità può rendermi vivo, ma mi può anche dominare. Non sono la repressione o il godimento delle passioni a condurmi all’intensità della vita, ma un consapevole rapporto con esse. A chi vive senza passione mancano il morso, la forza, la pienezza della vita. Per un’esagerata ricerca di correttezza molti cristiani hanno ucciso le loro passioni e così sono diventati noiosi. Non sono più il sale della terra, non sono più il condimento del nostro mondo, ma sono insipidi e non interessano più a nessuno. Gesù si è impegnato con passione a favore dei poveri e degli oppressi. Ha parlato con passione del Padre misericordioso ed ha combattuto con veemente passione contro la durezza di cuore dei farisei che avevano ottenebrato l’immagine di Dio con una legalità gretta.

Il sostantivo tedesco Leidenschaft (passione) deriva dal verbo leiden (soffrire). Questo verbo una volta aveva il significato di andare , viaggiare. Chi viaggia, fa esperienza, prova qualcosa, soffre qualcosa. Così il termine assunse sempre più il significato di sopportare, provare dolore.

La passione quindi ha a che fare con l’esperienza. Chi la recide, perde in esperienza. Chi entra in essa, avrà esperienza,vivrà qualcosa di nuovo e di imprevisto, ma, come in ogni viaggio può essere anche faticoso, così è anche il rapporto con le passioni. Si tratta sempre di un percorso in cresta. Troppo facilmente una passione può diventare più forte di quanto ci faccia bene. Allora è la passione a  determinarci, non siamo più noi a governare la vita con passione. L’angelo della passione ti  accompagni nel tuo percorso in cresta, in modo che tu possa veramente diventare una persona passionale, una persona che entra in relazione con gli altri con ardente passione, una persona che combatte appassionatamente affinché qui sulla terra sia possibile una convivenza degna dell’essere umano.

Image Hosted by ImageShack.us 

L'ANGELO DEL LUTTO

Image Hosted by ImageShack.us 

Quando si tratta di lutto, pensiamo subito ad un defunto. Questo è sicuramente il caso più grave di lutto. Chi non soffre lutto per la morte di una persona cara, per esempio per la morte del padre o della madre, blocca il flusso della propria vita. Non sa per quale ragione non gli riesce più di gioire, non distingue cos’è che gli pesa sull’anima, che cosa gli impedisce la vita. La causa sta spesso nel lutto non vissuto. Nel lutto riflettiamo a lungo sulla perdita che la morte di questa persona ha introdotto nella nostra vita. E guardiamo ancora una volta al nostro rapporto con lei. Ricordiamo tutto quello che abbiamo fatto con lei, che cosa ha significato per noi, che cosa noi le abbiamo dato, ma non chiudiamo neppure i nostri occhi dinanzi alle difficoltà che abbiamo vissuto assieme, dinanzi alle sofferenze che ci ha procurato, dinanzi a situazioni non approfondite e non chiarite. Alcuni, poi si meravigliano che nel loro lutto affiori anche la rabbia. Può succedere: il lutto chiarisce il nostro rapporto e lo colloca su un piano nuovo. Una volta che siamo passati per il lutto, riusciamo a costruire un rapporto nuovo col defunto, diventa per noi un compagno interiore. Non è scomparso. A volte lo incontriamo nel sogno. Allora ci può dire parole che ci soccorrono. Oppure semplicemente ci ricorda che abbiamo bisogno di qualcosa che lui ha rappresentato per noi.

Attraverso il lutto scopriamo chi era veramente l’altro. Durante la sua vita abbiamo conosciuto solamente una sua parte. L’altra parte era nascosta dalla sua maschera. Adesso noi sappiamo che cosa propriamente voleva dire con la sua vita, quale era il più profondo anelito del suo cuore, quale messaggio voleva trasmettere con la sua vita.

Tuttavia l’angelo del lutto non vorrebbe insegnarti solamente l’afflizione per i defunti. Ci sono molte circostanze in cui vorrebbe introdurti  nell’arte di affrontare le situazioni passate e non chiarite e di lasciarle dietro di te. C’è la tristezza per tutta la vita non vissuta. 

Vedo che molte persone, all’improvviso, hanno la sensazione di essere state ingannate nella loro vita. Non hanno mai potuto vivere realmente ciò che avrebbero preferito. I genitori e le insegnanti le hanno spinte verso una direzione che non è stata buona per loro. Oppure conoscono per sofferenza come è stata veramente la loro infanzia, quando non hanno avuto modo di sperimentare sicurezza. Simili conoscenze fanno molto male. Devono essere fonte di pianto. Altrimenti continuano a determinarci e si insinuano nascostamente in tutti i nostri pensieri e in tutte le nostre azioni. Allora non ci accorgiamo del perché in talune situazioni reagiamo o ci irrigidiamo con tanta sensibilità. Si tratta del lutto non vissuto per le delusioni che la vita ci ha procurato.

Non ci sono, però, solamente le delusioni della nostra infanzia. Noi continuiamo a sperimentare relazioni che si lacerano e ci troviamo seduti ad osservare il mucchio di cocci della nostra vita. Siamo falliti. Tutti gli ideali che volevamo realizzare si sono dimostrati illusioni. Adesso siamo qui, delusi, disincantati, senza brio. A un uomo può capitare un giorno  di dire, dopo una relazione spezzata, che si sentiva come se gli fossero state tagliate le ali. L’angelo del lutto ti preservi dal  vivere con le ali tarpate. Voglia regalarti ali nuove per levarti nell’aria e dall’alto osservare il tuo fallimento. Ti dia una vitalità nuova per dedicarti ai compiti che adesso ti aspettano. Però, l’angelo del lutto non ti può risparmiare il dolore che ogni lutto comporta per noi. Devi accettare  il dolore, ma puoi essere certo di non essere solo col tuo dolore, perché l’angelo del lutto ti accompagna in esso e trasformerà in vitalità nuova il tuo dolore. Forse l’angelo del lutto ti manderà anche delle persone ad assisterti nella tua afflizione, persone che ti comprendono, che sentono quello che tu senti e che ti aprono gli occhi per quello che adesso ti si apre come opportunità nuova.

 Image Hosted by ImageShack.us

L'ANGELO DELL'IMPULSIVITA'

 Image Hosted by ImageShack.us

Il termine impulsività mi lascia personalmente un pò perplesso forse perchè io sono una persona impulsiva, ma sono dotato di un certo autocontrollo. Forse però anche tu, come me, hai bisogno di un pò di impulsività. Essere impulsivi significa lasciare da parte il ruolo che si ha normalmente, deporre la maschera, manifestare anche esteriormente la vitalità che si ha dentro. NOi definiamo prepotente un uomo impulsivo. E' uno che va oltre il normale stato d'animo (Mut). Nel  medio alto tedesco la parola Mut significa tendenza, aspirazione, abitudine, usanza. La persona impulsiva, quindi, non vive solamente secondo l'usanza e la norma generale, ma vive anche dentro di se stessa, mossa dalle sue tendenze. Ha un cuore che trabocca di gioia e vitalità. Possa l'angelo dell'impulsività darti il coraggio di fidarti della tua vitalità. Tu non devi guardare sempre a ciò che gli altri pensano di te o star a vedere che ciò che fai è conforme alla consuetudine o corrisponde alle aspettative degli altri. Puoi lasciar perdere tutte le attese che ci sono fuori. Puoi affidarti a te stesso e al tuo cuore, al tuo amico. La vita vuole esprimersi e la vita non sempre è armonia. E' anche esuberanza, spavalderia, è candore, spontaneità. Tu non puoi proporti semplicemente di essere spontaneo. Sarebbe, infatti, una soluzione paradossale. O sei spontaneo o non lo sei. Quando vuoi essere spontaneo, già non lo sei più. Forse sei soltanto disciplinato. Allora potresti chiedere all'angelo dell'impulsività di condurti alla libertà. C'è bisogno di distanza da noi stessi quando consentiamo a noi stessi di vivere finalmente semplicemente  quello che c'è in noi.Troppo spesso noi riflettiamo su ciò che gli altri potrebbero pensare, sull'impressione che noi potremmo fare sugli altri se ci atteggiassimo in questo o in quel modo. L'impulsività è la libertà da qualsiasi considerazione rispetto  alle aspettative degli altri. Mettiamo da parte le attese degli altri e ci affidiamo alla vita che è in noi. Lasciamo da parte il ruolo che abbiamo normalmente. Deponiamo la maschera che spesso nasconde la nostra vitalità interiore. Impulsività significa esuberante vitalità. Si tratta di qualcosa che non possiamo ottenere semplicemente. Talvolta ci sentiamo vivi. Allora fluisce dentro di noi. Allora i discorsi ci escono fluenti. Allora siamo capaci di infervorare l'intera società. Abbiamo idee esaltate e pazze. Un'impulsività di questo tipo di solito è una scintilla che passa agli altri. Ne nasce libertà. Di colpo anche gli altri si sentono liberi di affidarsi alle proprie intuizioni, di consegnarsi al fanciullo senza interrogarsi sugli scopi e sull'ultima delle azioni. Il bambino è in contatto con se stesso. Vive per se stesso e non per le attese del mondo che lo circondano. Perciò, da adulti, aneliamo a vivere semplicemente, senza complicare troppo la vita con molteplici riflessioni su che cosa possiamo  e dobbiamo fare e su che cosa gli altri vogliono da noi. Ti auguro che l'angelo dell'impulsività ti introduca in questa libertà del bambino e che tu riesca a gustare la libertà e la vita con tutti i tuoi sensi.

 Image Hosted by ImageShack.us

L'ANGELO DELLA RINUNCIA

Image Hosted by ImageShack.us

L’angelo della rinuncia ha vita difficile oggi. Infatti, molti collegano alla parola rinuncia un’ascesi tenebrosa. In effetti Dio vuole che noi viviamo la vita nella pienezza. Perché allora la rinuncia?

Oggi quello che importa è consumare il più possibile, concedersi il più possibile. Naturalmente abbiamo esempi a sufficienza di persone che sono diventate insopportabili per le loro chiassose rinunce, ma la rinuncia deve assolutamente portare ad un atteggiamento ostile alla vita?

Rinunciare propriamente vuol dire deporre la pretesa su una cosa che mi spetta. L’obiettivo della rinuncia è la libertà interiore. Chi deve avere tutto ciò che vede, è totalmente dipendente. Non è libero. Si lascia determinare dall’esterno. La rinuncia è espressione di libertà interiore. Se riesco a rinunciare a qualcosa che mi divertirebbe, sono libero interiormente. La rinuncia, però, può essere anche una via per esercitare la libertà interiore. Quando, per esempio, durante la quaresima rinuncio all’alcool e alla carne, grazie  a queste rinunce posso addestrarmi alla libertà. Posso provare a vedere se mi riesce di rinunciare per sei settimane alla televisione, all’alcool, al fumo, alla carne, forse anche al caffè. Se mi riesce, mi sento bene. Allora ho la sensazione di non essere schiavo delle mie abitudini, di non dover usare incondizionatamente l’alcool per trovare stimoli. Questo è un sentimento di libertà interiore. Questa libertà appartiene alla nostra dignità. Se ho l’impressione di aver subito bisogno di un caffè quando sono stanco, ne divento dipendente. Questo, alla fine, mi irrita. Mi toglie la mia dignità di persona che può determinarsi da se stessa 

Avverto allora  che non riesco più a determinare me stesso, ma che piuttosto sono i miei bisogni a determinarmi.

In una trasmissione televisiva intitolata:” Rinunciare, godere, oppure l’uno e l’altro?”: dopo aver sentito uno studioso del piacere e una studiosa della sessualità, sono state poste delle domande anche a  me, in quanto monaco, sul problema del piacere e della rinuncia. Siamo stati tutti e tre d’accordo nell’affermare che non c’è piacere senza rinuncia. Chi vuole soltanto godere non ce la fa. Posso godermi una o due fette di torta in piena tranquillità, ma alla quarta fetta, alla più lunga, non c’è più alcun piacere, è soltanto un rimpinzarsi. Oggi molte persone sono diventate incapaci di godere, perché non sono più capaci di rinunciare. In passato invece era il contrario. In passato alcuni cristiani si sono resi incapaci di godere per colpa di una condotta troppo ascetica. Per loro il godere era già qualcosa di sospetto questa visione era tanto unilaterale quanto quella odierna in cui si deve avere tutto.L’avido diventa incapace di godere. Ti auguro che l’angelo della rinuncia ti conduca alla libertà interiore, che ti renda capace di godere realmente ciò che vivi e sperimenti, che ti aiuti ad abbandonarti a quello che fai, a provare con tutti i sensi ciò che mangi, ciò che bevi. Ti accorgerai che l’angelo della rinuncia è al tempo stesso un angelo della gioia e del piacere, un angelo che ti farà bene. Se nella rinuncia deponi la pretesa nei confronti delle cose che ti spettano, come il mangiare, il bere, il guardare la televisione ecc., guadagni te stessi. Prendi in mano la tua stessa vita. L’angelo della rinuncia ti introduca nell’arte di vivere la tua vita, di disporre liberamente di te stesso e di provar quindi piacere per la tua vita.

 Image Hosted by ImageShack.us

 Image Hosted by ImageShack.us

L'ANGELO DEL CORAGGIO

Il termine mut dell'antico alto-tedesco significa originariamente "aspirare a qualcosa, desiderarlo ardentemente, bramarlo". Corrisponde alla parola greca  thymos, che designa   l'animo, la parte emozionale dell'anima. A partire dal secolo XVI il termine tedesco Mut ha assunto sempre più il significato di fortezza. La fortezza è una delle quattro virtù cardinali. Indica l'impavidità di fronte ai pericoli. Sgorga, come dice Demmer, uno studioso di etica, dalla serenità dello spirito ed esige disponibilità al sacrificio, volontà di riuscita e di affermazione personale. Il coraggio e la fortezza non sono richiesti solo ai soldati, ma ad ogni persona. Noi tutti abbiamo bisogno di coraggio per vivere la nostra vita, quella vita che ci è stata riservata sin dall'inizio. Con troppa facilità noi ci adattiamo agli altri, assumiamo le loro  idee   per non nuotare contro corrente. Oggi da un lato regna un forte liberismo che permette tutto, ma è riscontrabile nello stesso tempo anche una grande uniformità. I media trasmettono la norma di come oggi si deve essere, di come si deve pensare, di come ci si veste, di cosa    oggi si fa. C'è bisogno quindi, di un grande coraggio per essere diversi, per essere come è bene e giusto essere per me. Hai bisogno dell'angelo del coraggio quando i tuoi colleghi di lavoro tagliano i panni addosso a una collega. Ci vuole coraggio per non imprecare assieme a loro e per far presente che le si potrebbe dire tutto questo direttamente, oppure per troncare il discorso su altri notando che si può vedere tutto questo anche in una luce diversa. Anzitutto raccoglierai incomprensione. Forse gli altri ti rimprovereranno addirittura di essere un fariseo, perchè ti diranno che non è possibile difendere quella collega. Le persone non consentono tanto facilmente di essere insicure. Se hai il coraggio di troncare le chiacchiere a spalle degli altri, i pettegoli si sentiranno colti con le mani nel sacco e vorranno giustificarsi attribuendoti delle colpe. Hai allora bisogno di molto coraggio per sostenere la tua opinione anche quando gli altri ti vogliono emarginare e ti rimproverano di voler trinciare giudizi su di loro. L'angelo del coraggio ti assista quando devi prendere delle decisioni sulla tua professione o sulla tua vita. Il matrimonio, lo sposarsi, lo stringere con un'altra persona un'unione per tuta la vita è una decisione di questo genere.

Ai contemporanei si rimprovera di essere deboli nelle decisioni, di allontanare da se le decisioni e di non volersi vincolare. Ogni decisione mi lega, per lo meno per l'immediato futuro. E molti hanno paura di un vincolo di questo genere. Davanti alle decisioni importanti tu puoi chiedere all'angelo del coraggio di aiutarti. Non avrai mai la garanzia che la tua decisione sia assolutamente giusta. Non c'è mai per noi la strada assolutamente giusta. Ciononostante, quando siamo dinanzi a un incrocio dobbiamo scegliere. Possiamo prendere solamente una strada se vogliamo proseguire. E ogni strada ci porterà prima o poi in una gola che dobbiamo passare affinchè la nostra vita si allarghi. Gesù ci esorta a passare per la porta stretta e a seguire la via angusta (Mt 7,13). La via larga è quella che seguono tutti. Tu devi trovare la tua personalissima strada. E poi ti devi decidere coraggiosamente a percorrere questa strada, anche quando ti capitasse di essere solo. Solamente la tua personalissima strada ti farà crescere e ti guiderà alla vere vita. La vita ti pone continuamente dinanzi a compiti che devi affrontare subito. Altrimenti è troppo tardi. Chi arriva troppo tardi, è castigato dalla vita, disse Gorbatchov; questa frase è diventata un proverbio. L'angelo del coraggio ti può aiutare ad affrontare proprio ciò che adesso è necessario fare. Potrebbe essere un colloquio chiarificatore che va fatto nella tua famiglia o nella tua azienda. Potrebbe essere il prendere per mano, nella tua ditta, un problema che tutti rimandano.Potrebbe essere una visita che da molto tempo ormai hai rinviato e che comunque non puoi cancellare. Potrebbe essere una lettera che, alla fine, dovresti scrivere per chiarire una relazione, per far luce su un equivoco. Ci sono, nella vita quotidiana, tante situazioni in cui l'angelo del coraggio dovrebbe assisterti perchè tu faccia proprio ciò che adesso conviene fare.

Image Hosted by ImageShack.us 

L'ANGELO DELLA VERACITA' 

Image Hosted by ImageShack.us 

Noi diciamo verace una persona che è in sé genuina e armoniosa. Gesù dice di Natanaele:” Ecco davvero un israelita in cui non c’è falsità”. La vita della persona verace non trae alimento dal calcolo, ma dalla sua verità interiore. E’ una persona libera da intrighi, da diplomazia, da considerazioni su come vendersi agli altri. Vive in armonia con se stessa. E’ genuina. Dice quello che pensa. Agisce come si sente nel suo cuore. Con una persona del genere si sa sempre con chi si ha a che fare. Non ci nasconde i suoi pensieri e i  suoi sentimenti. Non ha paura che la conosciamo. Si presenta così come è, perché sostiene tutto ciò che è in lei. Non nasconde nulla perché non ha nulla  da nascondere, perché tutto ha diritto di esistere in lei. La persona verace è anche sempre libera. Infatti, solamente la verità ci renderà liberi. Oggi ci sono tante persone che fanno dei giri intorno alla loro verità. Hanno paura di porsi dinanzi alla realtà del proprio cuore.

Cadono nel panico se devono stare zitti per un istante, perché allora potrebbe affiorare in loro qualcosa che può risultare loro sgradito. Perciò devono continuamente darsi da fare per girare intorno alla loro verità. Sono in perenne movimento ed eccitazione. Il peggio che possa loro capitare è un momento in cui non capiti nulla, un momento in cui la loro verità potrebbe venire alla luce. Chi evita la propria verità, ha bisogno di molta energia per nascondere la propria verità agli altri. Continua  a rimuginare su che cosa gli altri potrebbero pensare di lui. Così il suo cervello continua  ad almanaccare su che cosa deve dire per far bella figura dinanzi agli altri, di modo che gli altri non possano farsi un’idea della sua struttura psichica, dei suoi impulsi repressi, dei suoi complessi. Deve angosciosamente ponderare ogni parola, chiedendosi se la parola che vorrebbe pronunciare potrebbe essere indice di un suo complesso nevrotico o di un’ombra repressa.

In greco verità si dice aletheia; il termine allude alla non segretezza dell’essere. Il velo viene tirato via e noi vediamo l’effettivo, il reale, l’essere. Chi vive veracemente, non nasconde nulla, in lui il suo vero essere viene fuori apertamente.

L’angelo della veracità vuole continuamente farti aprire gli occhi sulla tua vera realtà. L’angelo toglie il velo che sta su ogni cosa. Ti sbarazza degli occhiali con cui vedi ogni cosa. Forse tu porti degli occhiali scuri che falsificano tutto. Vedi solo il negativo. Oppure porti occhiali rossi. Non vuoi vedere gli altri e i loro problemi. Ti crei delle illusioni per poter vedere più comodamente. L’angelo della veracità ti toglie tutti gli occhiali che ti contraffanno la realtà.

L’angelo ti mostra ciò che è reale. “Quando Dio manda all’anima il suo angelo, questa diventa capace di avere una conoscenza verace”, scrive Meister Eckhart.

Una persona verace ci obbliga a porci dinanzi alla realtà del nostro cuore. Se siamo vicini a una persona verace, non ci possiamo nascondere, ma non abbiamo neanche più la necessità di nasconderci, troviamo il coraggio di mostrare la nostra vera realtà. Quando Gesù parlava, non potevano più nascondersi gli spiriti impuri, i cattivi pensieri che offuscano lo spirito umano, inquinandolo con sentimenti velenosi. Venivano trascinati alla luce della parola di  Gesù. E’ questa la descrizione che ci fa Marco. Quando Gesù predica per la prima volta nella sinagoga, lo spirito impuro di un uomo si mette gridare forte. Senti che non si può più nascondere dietro affermazioni critiche o ironiche. Deve porsi dinanzi alla verità. Questo per lui significa che deve uscire da quell’uomo lo deve lasciare libero (cfr.Mc 1,23ss.). La veracità di Gesù libera le persone dagli spiriti impuri che distorcono e falsificano la verità. Le persone sono guarite,diventano persone genuine, veraci. Ti auguro l’angelo della veracità, affinché possa essere totalmente così come sei nel profondo del tuo essere, di modo che tu possa liberare alla veracità le persone che ti stanno attorno. Verità significa anche accordo tra oggetto e conoscenza, tra cosa e ragione. Ti auguro di essere in completa armonia con te stesso e con la realtà della tua vita.

 Image Hosted by ImageShack.us

L'ANGELO DELL'ARMONIA

 Image Hosted by ImageShack.us

Armonizzare: ecco una parola che è un po’ un insulto per la psicologia. Le persone che non possono reggere un conflitto, che non tollerano le diversità di opinioni, vogliono occultare e armonizzare tutte le questioni controverse. Ottengono una artificiosa armonia che non è di grande aiuto: Infatti, i problemi continuano a suppurare e riesplodono. Chi armonizza in questo modo ha paura della verità. Non riesce a tollerare che si litighi. Piuttosto, la lite per lui è tanto più negativa perché nella sua infanzia ha  visto abbastanza spesso i  genitori  litigare tra loro. Il litigio dei genitori ha scatenato in lui la paura di essere lasciato solo, di perdere la protezione dei genitori. Così ogni lite ora mette in moto in lui la paura che gli venga tolto da sotto i piedi il terreno su cui si regge. Perciò armonizza, cerca di spiegare che non c’è divergenza, che tutti hanno ragione. Armonizza in maniera ancora peggiore colui che lancia appelli morali dicendo che ci si deve tollerare e che noi, in quanto cristiani, dovremmo comunque amare tutti.

L’angelo dell’armonia non vuole insegnarti ad armonizzare, ma ti vuole prima di tutto ammaestrare nell’arte di riuscire a vivere armoniosamente con te stesso, di riuscire a vivere in accordo ed essere in sintonia con te stesso. Il termine greco harmòzein vuol dire congiungere.Raggiungerai un’armonia interiore se congiungerai tutti gli opposti che sono in te. Osserva i tuoi contrasti. Accettali. Così non ti lasceranno più. Li metti in accodo tra loro. Lascia che ogni parte di te abbia il suo suono. Così tutte le parti possono suonare insieme. Così nasce armonia dentro di te. Sei in sintonia con tutto quello che è in te. Non devi reprimere nulla. Non devi escludere nulla di questa armonia. Tutto in te può avere un proprio suono. Se, invece vuoi reprimere alcune parti, per esempio la tua rabbia o la tua paura, queste creano subito dissonanze nella tua anima. 

Allora non può esserci armonia vera. Chi è in sintonia con se stesso, può creare armonia anche attorno a sè.

Non si tratta, però, di un’armonia artificiosa che nasce dall’armonizzazione, ma dalla congiunzione di tutte le opinioni e di tutte le controversie che le persone sostengono da punti di vista diversi. Nulla allora viene occultato. I punti di vista differenti sono presi in considerazione e formulati in maniera sempre più chiara. Ogni opinione è apprezzata, non viene subito scartata. Allora ciascuno  può manifestare il proprio punto di vista. Si discute assieme apertamente. I problemi vengono esaminati a fondo finchè tutto si compone, finchè tutti accettano una soluzione con cui possono vivere, che non distrugge la loro personale sintonia.

Allora non si armonizza in maniera artificiosa, ma si trova una strada su cui si riesce a proseguire il cammino malgrado i controversi punti di vista.

Le persone armoniose creeranno anche nel loro ambiente un clima di lavoro in cui tutti lavorano volentieri. Dopo le dissonanze nasce di nuovo un suono d’insieme. Le persone che sono in sintonia con se stesse  non devono ricorrere a intrighi per sobillare gli altri tra loro.Producono attorno a sé un clima di chiarezza e di accordo. Allora ciascuno si sa stimato. Ciascuno può suonare insieme nella grande sinfonia dell’azienda o della comunità. Questi angeli dell’armonia sono una benedizione per ogni comunità umana.Ti auguro, perciò, che l’angelo dell’armonia  riesca a fare di te un angelo di armonia per altri, così che essi trovino il coraggio di emettere il loro personalissimo suono.

Image Hosted by ImageShack.us 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 




 

 

 

 




 






 













ELENCO DEI NOMI DEGLI ANGELI CUSTODI DELLE PERSONE NATE IN QUESTE DATE



                                                                                                                         

Image Hosted by ImageShack.us 

Coro delle Potestà (Arcangelo CAMAEL

 Nati tra il 29 Agosto e il 2 Settembre: Angelo Custode VASARIAH

Nati tra il 3 e il 7 Settembre: Angelo Custode YEUIAH

  Nati tra l’8 e il 12 Settembre: Angelo Custode LEHAHIAH

 Nati tra il 13 e il 17 Settembre: Angelo Custode CHAVAKHIAH

 Nati tra il 18 e il 23 Settembre: Angelo Custode MENADEL

 Nati tra il 24 e il 28 Settembre: Angelo Custode ANIEL

Nati tra il 29 Settembre e il 3 Ottobre: Angelo Custode HAAMIAH

 Nati tra il 4 e l’8 Ottobre: Angelo Custode REHAEL

 Nati tra il 9 e il 13 Ottobre: Angelo Custode YEIAZEL

 

 

 Coro degli Angeli Solari o Angeli Virtù (Arcangelo RAPHAEL)

 Nati tra il 14 e il 18 Ottobre: Angelo Custode HAHAHEL

 Nati tra il 19 e il 23 Ottobre: Angelo Custode MIKAEL

 Nati tra il 24 e il 28 Ottobre: Angelo Custode YOLIAH

Nati tra il 29 Ottobre e il 2 Novembre: Angelo Custode YELAHIAH

 Nati tra il 3 e il 7 Novembre: Angelo Custode SEHALIAH

 Nati tra l’8 e il 12 Novembre: Angelo Custode ARIEL

 Nati tra il 13 e il 17 Novembre: Angelo Custode ASALIAH

 Nati tra il 18 e il 22 Novembre: Angelo Custode MIHAEL

 

Coro dei Principati (Arcangelo HANIEL)

 Nati tra il 23 e il 27 Novembre: Angelo Custode VEHUEL

 Nati tra il 28 Novembre e il 2 Dicembre: Angelo Custode DANIEL

 Nati tra il 3 e il 7 Dicembre: Angelo Custode HAHASIAH

 Nati tra l’8 e il 12 Dicembre: Angelo Custode IMAMIAH

 Nati tra il 13 e il16 Dicembre: Angelo Custode NANAEL

 Nati tra il 17 e il 21 Dicembre: Angelo Custode NITHAEL

 Nati tra il 22 e il 26 Dicembre: Angelo Custode MEBAHIAH

 Nati tra il 27 e il 31 Dicembre: Angelo Custode POYEL

 

Coro degli Angeli – Arcangeli (Arcangelo MICHAEL)

 Nati tra il 1 e il 5 Gennaio: Angelo Custode NEMAMIAH

 Nati tra il 6 e il 10 Gennaio: Angelo Custode YEIAIEL

 Nati tra l’11 e il 15 Gennaio: Angelo Custode HARAHEL

Nati tra il 16 e il 20 Gennaio: Angelo Custode LIZRAEL

 Nati tra il 21 e il 25 Gennaio: Angelo Custode UMABEL

 Nati tra il 26 e il 30 Gennaio: Angelo Custode IAH-HEL

 Nati tra il 31 Gennaio e il 4 Febbraio: Angelo Custode ANAUEL

 Nati tra il 5 e il 9 Febbraio: Angelo Custode MEHIEL

 

Coro degli Angeli – Angeli (Arcangelo GABRIEL)

 Nati tra il 10 e il 14 Febbraio: Angelo Custode DAMABIAH

 Nati tra il 15 e il 19 Febbraio: Angelo Custode MANAKEL

 Nati tra il 20 e il 24 Febbraio: Angelo Custode EYAEL

 Nati tra il 25 e il 29 Febbraio: Angelo Custode HABUIAH

 Nati tra il 1 e il 5 Marzo: Angelo Custode ROCHEL

 Nati tra il 6 e il 10 Marzo: Angelo Custode JAMABIAH

 Nati tra l’11 e il 15 Marzo: Angelo Custode HAIAIEL

 Nati tra il 16 e il 20 Marzo: Angelo Custode MUMIAH 

 

Coro dei Serafini (Arcangelo METATRON)

 Nati tra il 21 e il 25 Marzo: Angelo Custode EHYIAH o EHYIAH  

 Nati tra il 26 e il 30 Marzo: Angelo Custode JELEL

 Nati tra il 31 Marzo e il 4 Aprile: Angelo Custode SITAEL

 Nati tra il 5 e il 9 Aprile: Angelo Custode ELEMIAH

 Nati tra il 10 e il 14 Aprile: Angelo Custode MAHASIAH

 Nati tra il 15 Aprile e il 20 Aprile: Angelo Custode LELAHEL

 Nati tra il 21 Aprile e il 25 Aprile: Angelo Custode ACHAIAH

 Nati tra il 26 Aprile e il 30 Aprile: Angelo Custode CAHETEL

 

Coro dei Cherubini (Arcangelo RAZIEL)

 Nati tra il 1 e il 5 Maggio: Angelo Custode HAZIEL

 Nati tra il 6 e il 10 Maggio: Angelo Custode ALADIAH

 Nati tra l’11 e il 15 Maggio: Angelo Custode LAUVIAH

 Nati tra il 16 e il 20 Maggio: Angelo Custode HAHAIAH

 Nati tra il 21 e il 25 Maggio: Angelo Custode YEZAEL

 Nati tra il 26 e il 31 Maggio: Angelo Custode MEBAHEL

 Nati tra il 1 e il 5 Giugno: Angelo Custode HARIEL

 Nati tra il 6 e il 10 Giugno: Angelo Custode HAKAMIAH

 

Coro dei Troni (Arcangelo BINAEL)

Nati tra l’11 e il 15 Giugno: Angelo Custode LAUVIAH

 Nati tra il 16 e il 21 Giugno: Angelo Custode CALIEL

 Nati tra il 22 e il 26 Giugno: Angelo Custode LEUVIAH

 Nati tra il 27 Giugno e il 1 Luglio: Angelo Custode PAHALIAH

 Nati tra il 2 e il 6 Luglio: Angelo Custode NELKHAEL

 Nati tra il 7 e l’11 Luglio: Angelo Custode YEIAYEL

23 – Nati tra il 12 e il 16 Luglio: Angelo Custode MELAHEL

24 – Nati tra il 17 e il 22 Luglio: Angelo Custode HAYUIAH

 

Coro delle Dominazioni (Arcangelo HESEDIEL)

 Nati tra il 23 e il 27 Luglio: Angelo Custode NITH-HAIAH

 Nati tra il 28 Luglio e il 1 Agosto: Angelo Custode AHAYAH

 Nati tra il 2 e il 6 di Agosto: Angelo Custode YERATEL

 Nati tra il 7 e il 12 Agosto: Angelo Custode SEHEIAH

 Nati tra il 13 e il 17 Agosto: Angelo Custode REUEL

 Nati tra il 18 e il 22 Agosto: Angelo Custode OMABEL

 Nati tra il 23 e il 28 Agosto: Angelo Custode YECABEL

 Nati tra il 29 Agosto e il 2 Settembre: Angelo Custode VASARIAH

Image Hosted by ImageShack.us 

 

 

 

I MIEI REGALI

EVVIVA... ANCHE NATALE è PASSATO...
TRA REGALI E GRANDE ABBUFFATE...
IN COMPAGNIA DEI PROPRI CARI :)
QUEST'ANNO, NON MI POSSO LAMENTARE
HO RICEVUTO DAVVERO TANTI REGALI..
INIZIANDO DA MIA MADRE CHE MI HA
REGALATO UN COMPLETO GIACCA E PANTALONE
CLASSICO MOLTO BELLO E NERO CON I RIGHINI
BIANCHI,POI MI HA REGALATO UN TOP CON
SCOLLATURA AMERICANA TROPPO BELLO..
E GRIGIO SCURO E POI SUL COLLO E TUTTO
LAVORATO CN STRASS NERI..
MIO PADRE MI HA REGALATO UNA RICARICA
TIM DA 25 EURO,
MIO FRATELLO LE SCARPE DELLA MONELLA VAGABONDA
E LA BORSA DELL'HOLLIWOOD,
MIO ZIO MI HA REGALATO 50 EURO
MIA SUOCERA UNA FELPA CON CAPPUCCIO ROSA
IMBOTTITA DI PELLICCIOTTO ALL'INTERNO
E IL MIO AMORUCCIO MI HA REGALATO
UN COMPLETO GIACCA E PANTALONE
CLASSICO SPORTIVO  LA MAGLIETTA
DELLA MONELLA VAGABONDA E..
LA FELPA DELL'HOLLIWOOD
EHM,, IN VERITà,IL MIO LUI
NON SI SFIACCHISCE ALLORA,
MI HA DATO I SOLDI E ORA
TOCCA A ME ANDARLA A CERCARE
MA DOMANI MI METTRò VERAMENTE
D'IMPEGNO X CERCARLA...
ORA Xò VADO A NANNA...
BUONA NOTTE...
 
 
12月27日

PICCOLO ESPERIMENTO


 
EHEHE COME è STRANA STA LAMPADA CMQ...

KISSS A TUTTI VI VOGLIO BENE!!

12月18日

A PRESTO...

Ciao a tutti,
questa mane dall'ospedale, mi hanno
comunicato che domani dv andare li
x il ricovero e giovedì mi opero...
sigh sigh sigh....
prima nn vedevo l'ora di togliermi il pensiero
dell'operazione,e ora... vorrei che giovedì
non venisse mai per colpa dell'anestesia
la mia non è paura.. ma fobia
cmq.. sia mi mancherete molto e mi mancherà
anche il mio adorato blog In lacrime
però quando torno (se torno)
scriverò un sacco di cose A bocca aperta
beh dovrei rinnovare il mio testamento..
lo faccio per scaramanzia ma se vogliamo
dirla tutta stiamo sotto il cielo...e
nelle mani di Dio.
però visto che il mio testamento nel mio blog
gia è esistente, scriverò quello che è
veramente importante...
se dovessi morire, voglio che i miei
organi e tessuti vengano dati in
donazione. 
ora vado a nanna
BUONA NOTTE A TUTTI

Image Hosted by ImageShack.us

 

 

  


 

 

12月17日

SCRITTE LUMINOSE HAPPY CHRISTMAS E HAPPY NEW YEARS

Image Hosted by ImageShack.us

 

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 Image Hosted by ImageShack.us

 Image Hosted by ImageShack.us

 

  Image Hosted by ImageShack.us

 

  Image Hosted by ImageShack.us 

 

  Image Hosted by ImageShack.us

 

 Image Hosted by ImageShack.us

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 







12月16日

VOGLIO LA FELPA DELL'HOLLIWOOD UFFAAA

UFFAAAAAAAA
MA PERCHè QUANDO DV COMPERARE NA COSA
NON LA TROVO MAI???
MA CHE SFIGAAAAAAAAAAAAAAAAA
GRRRRR................
E IO  CHE VOLEVO LA FELPA DELL'HOLLIWOOD
LA COSA BELLA E CHE INIZIALMENTE C'ERANO
I NEGOZI CHE SE NE CADEVANO DI STE FELPE
MO CHE SERVE A ME.. E VENUTA LA CARESTIA
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
MA PERCHè SUCCEDE SEMPRE COSìììììììììììììììì
GRRRRRRRR...........
STO GIRANDO IN LUNGO E IN LARGO
MA DELLA FELPA MANCO L'OMBRA In lacrime
 
Free Rainbow Graphics - http://www.myrainbowtext.com 
12月12日

CHE SETTIMANA DI MERDA....

Ciao a tutti...
che settimana di merda...
tra liti cn il mio lui,lavoro e ospedale
nn capisco piu' niente.. e x di piu'
domenica tornando a casa ho trovato
il mio piccolino senza vita :(è stato uno
shok veramente grande...sembra una
cosa così irreale boh vorrei fosse solo
un brutto sogno..sento tanto la sua
mancanza e nn riesco ad accettare
il fatto che sia morto...Lo so per
molti di voi esagero,c'è qualcuno
che mi dice ma dai era un topino
poi te ne comperi un'altro etc..
non li giudico insensibili però
a quel topino gli volevo veramente
bene,è arrivato nella mia vita così
inaspettatamente...era un mio
periodo di depressione
non credevo piu' nell'amore,
e nn avevo piu' motivazioni
per continuare a vivere..
poi pufff è comparso lui
un piccolo cricetino di appena
una settimana di vita...
sarà assurdo.. ma è grazie
a lui e all'affetto che mi dava
che ho ricominciato a sorridere.
Cambiando discorso e andando
diritto a lunedì sveglia presto
beh la sveglia nn mi è servita
a nulla gia ero sveglia
non sono riuscita a chiudere occhio
cmq.. sveglia presto dopo aver fatto
le mie cosucce e dopo aver fatto colazione
sono andata diritta diritta in ospedale
per farmi la visita... come è andata????
provate ad indovinare.. è andata malissimo
il prof. ha detto che mi devo operare.
Martedì sveglia prestissimo non presto
ho fatto le mie cosine,  niente colazione
  diritto diritto in ospedale
per il deohospital... ho fatto
tt gli accertamenti,e venerdì 14
dv andare dall'anestesista e poi
mi danno il giorno che mi dv operare...
marò... ho una fifa esagerata...
ho paura dell'anestesia totale..
sigh sigh sigh..
lo so molti mi dicono ma dai.. sarà
una passegiata vedrai andrà bene...
però io ho paura lo stesso, sopratutto
se penso alle persone che nn si sn piu' svegliate
ahaha che fifona...cmq... mi do coraggio
pensando e che cxxxo la fanno milioni
di persone proprio io non devo risvegliarmi??
salutando il Martedì, e andando a mercoledi
sveglia non tanto presto, ma nn era tardi
ho fatto le mie cosine e poi ho fatto
colazione io e mia madre abbiam
pulito casa e poi siamo andate a fare
la scorta di pigiami e di vestaglia
per quando mi dv operare..
e ho comperato il regalo di Natale
a mia suocera, siamo tornate a casa
e sn andata direttamente dal parrucchiere
ho sfoltito la massa mantendendo però
la stessa lunghezza ehehehe non sia mai
li taglio..dopo è guerra con il mio ragazzo
è gelosissimo dei miei capelli..
però effettivamente, è peccato come lunghezza
mi arrivano quasi sul fondoschiena...
e i capelli lunghi a me piacciono molto :)
dopo parrucchiere sn uscita cn il mio lui
e poi sn tornata a casa!!
Casa dolce Casa..
domani Giovedì
mi sveglio presto faccio colazione
emi vesto e poi sghizzo fuori di casa
per andarmi a comperare la felpa
dell'holliwood bianca cn la stella dorata
nn vedo l'ora :)) poi vi faccio sapere.
baci baci baci a presto!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
12月10日

MIO PICCOLO CUCCIOLO ADDIO

Create your own banner at mybannermaker.com!

15/06/06--9/12/07

Mio piccolo e dolce cucciolo,sei entrato

nella mia vita come un raggio di sole..

proprio quando ne avevo piu' bisogno..

grazie  a te avevo ritrovato il sorriso

e la voglia di amare qualcuno o qualcosa..

e ora mio dolce cucciolo sono qui a scriverti

piangendo perchè ieri sei diventato

un piccolo angioletto...

Tesoro mio non ti dimenticherò mai

sarai sempre nel mio cuore.

RIPOSA IN PACE.

TVTTTB.